Anidride Carbonica e Orticaria: Un Legame Complesso tra Cambiamenti Climatici e Reazioni Cutanee

L'arrivo della primavera porta con sé giornate più lunghe, temperature in aumento e una natura rigogliosa, ma per molte persone segna anche l'inizio di disagi legati alle allergie, manifestandosi con starnuti, lacrimazione e naso che cola. Un fenomeno sempre più accentuato è l'influenza delle grandi variazioni climatiche sulle stagioni allergiche, che tendono a far sbocciare i fiori in anticipo, creando problematiche anche in periodi normalmente non previsti. Le prove cliniche confermano un aumento generale sia dell'incidenza che della prevalenza delle malattie respiratorie, come la rinite allergica e l'asma.

L'Impatto dei Cambiamenti Climatici sulla Produzione di Pollini

Le attività umane hanno portato a un drastico aumento delle concentrazioni di anidride carbonica (CO2) e di altri gas serra, modificando il clima e innescando il riscaldamento globale. Questo scenario ha influenzato la quantità, l'intensità e la frequenza delle precipitazioni, oltre alla frequenza di eventi meteorologici estremi quali ondate di calore, siccità, temporali, inondazioni e uragani.

Due ricercatori dell'Università del Michigan hanno simulato gli effetti di un aumento delle temperature e delle emissioni di anidride carbonica sulle 13 specie vegetali più comuni negli Stati Uniti. Le loro stime indicano un incremento della produzione di polline di circa il 200%, un anticipo di circa 40 giorni e un allungamento di 19 giorni della stagione pollinica da qui alla fine del secolo. Questo significa che le persone predisposte alle allergie dovranno affrontare stagioni più lunghe e intense.

Grafico che mostra l'aumento previsto della produzione di polline negli Stati Uniti a causa dei cambiamenti climatici

Uno studio condotto dalla University of Massachusetts, pubblicato su Plos One, evidenzia come l'anidride carbonica stimoli la crescita e la riproduzione delle piante. I ricercatori hanno simulato i livelli atmosferici futuri facendo crescere piante di fleo (Phleum pratense), una delle principali responsabili delle allergie da polline, in un ambiente ad alto livello di ozono e anidride carbonica. I risultati suggeriscono che nei prossimi cent'anni, l'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera comporterà cambiamenti climatici tali da far innalzare significativamente i livelli di polline, con conseguenti problemi per le persone allergiche o predisposte. La concentrazione di polline nell'aria è prevista aumentare del 200%.

Le erbe e le piante di ambrosia, in particolare, aumentano la loro produzione di polline in risposta a picchi localizzati di anidride carbonica, come quelli derivanti dallo scarico delle auto lungo un'autostrada. Dall'Ottocento a oggi, complice l'industrializzazione, la produzione di polline da parte di questa pianta è più che raddoppiata. Questo porta a una maggiore circolazione di semi e a una maggiore produzione di ambrosia nell'anno successivo, distribuita su un arco temporale più lungo.

Allergie e cambiamenti climatici - Euroflora 2022

Il Ruolo dell'Anidride Carbonica nella Crescita Vegetale e Allergie

L'anidride carbonica, agendo come un "nutriente artificiale" per la fotosintesi, fa crescere le piante più forti e più grandi. Questo fenomeno, combinato con l'aumento delle temperature, sta portando a una sovrapposizione esponenziale delle stagioni polliniche per diversi alberi allergenici. Ad esempio, le stagioni di impollinazione di querce e betulle, che in passato erano distinte, tendono ora a sovrapporsi.

La ricerca scientifica ha analizzato quindici tipi di polline, rivelando che la stagione dei pollini potrebbe cambiare più a Nord che a Sud a causa dell'innalzamento delle temperature nell'America settentrionale. Nel Sud-Est degli Stati Uniti, invece, è probabile un aumento del polline di erba.

Le misurazioni dei diversi tipi di polline sono complesse, ma la tecnologia sta offrendo nuove possibilità. Dati satellitari e rilievi sul terreno, combinati con fattori meteorologici come vento, umidità e precipitazioni, permettono di creare previsioni in tempo reale sulla qualità dell'aria e sulla diffusione del polline.

Allergie Respiratorie e Asma Aggravate dal Clima

La salute respiratoria è particolarmente colpita dai cambiamenti climatici. Gli allergeni dei pollini innescano il rilascio di mediatori pro-infiammatori e immunomodulatori che accelerano l'insorgenza della sensibilizzazione IgE-mediata, portando allo sviluppo di allergie. Questa patologia è comunemente utilizzata per valutare l'interrelazione tra inquinamento atmosferico e malattie respiratorie allergiche, come la rinite e l'asma.

I temporali durante la stagione dei pollini possono esacerbare le allergie respiratorie e l'asma. Le gocce di pioggia, rompendo i granuli pollinici, ne aumentano la diffusione e la quantità aerodispersa, peggiorando i sintomi nei pazienti allergici.

L'Esposoma e le Malattie Croniche

Il concetto di "esposoma" è stato introdotto per descrivere l'insieme dei fattori ambientali (clima, ambiente, ecc.) e degli agenti patogeni a cui un individuo è esposto nel corso della vita. Le malattie croniche, incluse quelle cardiovascolari, sono influenzate dall'ambiente. Il particolato atmosferico, ad esempio, è stato classificato come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Orticaria: Una Reazione Cutanea da Approfondire

L'orticaria è una patologia cutanea caratterizzata dalla comparsa di pomfi pruriginosi e angioedema, un gonfiore più profondo. Sebbene spesso associata ad allergie, le cause possono essere molteplici e complesse.

Un caso personale descrive una storia di orticaria e angioedema iniziata circa nove anni fa dopo una reazione a un farmaco (Novalgina), seguita da episodi ricorrenti dopo l'assunzione di un altro farmaco (OKI) e in seguito a docce calde. Nonostante test allergici negativi per i farmaci e un prik test che indicava un'ampia gamma di allergie alimentari (poi smentite da test ematici più approfonditi), la problematica persisteva. Un altro specialista ha suggerito lo stress come possibile causa.

Immagine di pomfi di orticaria su una gamba

Un elemento di particolare interesse in questo caso è la carbossiterapia, una terapia che prevede l'iniezione sottocutanea di anidride carbonica, utilizzata in medicina estetica. Dopo aver iniziato questa terapia, la persona ha manifestato prurito crescente, orticaria nelle zone trattate e angioedema al labbro e al mento. Questo solleva la domanda se la carbossiterapia possa essere una causa scatenante dell'orticaria, nonostante l'anidride carbonica venga iniettata sottocute.

Distinguere Allergie e Intolleranze Alimentari

È fondamentale distinguere tra allergia e intolleranza alimentare, poiché rappresentano due risposte corporee differenti allo stesso alimento.

Allergia Alimentare

L'allergia alimentare è una reazione del sistema immunitario a sostanze estranee (allergeni), solitamente proteine, che normalmente non provocano una risposta. Il sistema immunitario le riconosce erroneamente come pericolose, innescando una risposta eccessiva. I sintomi possono variare da lievi (dermatite, prurito, orticaria) a gravi e potenzialmente letali (anafilassi, difficoltà respiratorie, gonfiore della gola, abbassamento della pressione sanguigna). Gli allergeni alimentari comuni includono proteine di arachidi, uova (ovomucoide, ovalbumina, livetina), latte (caseina, proteine del siero del latte), crostacei e frutta a guscio.

Intolleranza Alimentare

L'intolleranza alimentare, a differenza dell'allergia, non coinvolge il sistema immunitario. I sintomi si manifestano principalmente a livello gastrointestinale, come gonfiore addominale, crampi, diarrea, nausea e mal di stomaco. Possono anche includere mal di testa, affaticamento e irritabilità. L'intolleranza al lattosio è un esempio comune, causata dall'assenza dell'enzima lattasi che digerisce lo zucchero del latte. Per molte intolleranze alimentari, come quelle a segale, uova o spinaci, non esistono test scientificamente validati; l'intolleranza al lattosio è l'unica diagnosticabile con un test validato.

La gestione sia delle allergie che delle intolleranze alimentari richiede un'attenta attenzione alla dieta, all'ambiente e alla gestione dei sintomi. La ricerca di eventuali allergeni alimentari è un passo cruciale per coloro che ne soffrono.

Ulteriori Esami e Approfondimenti

Per comprendere meglio le cause dell'orticaria e delle reazioni cutanee, possono essere utili ulteriori esami, tra cui:

  • Test cutanei specifici: Oltre al prik test, esistono test più approfonditi per identificare allergeni specifici.
  • Test ematici per IgE specifiche: Per valutare la presenza di anticorpi IgE verso specifici allergeni.
  • Patch test: Utili per identificare allergie da contatto, che potrebbero manifestarsi anche a distanza di tempo.
  • Diario alimentare e dei sintomi: Annotare scrupolosamente cibi consumati, orari, attività svolte e comparsa dei sintomi può aiutare a identificare pattern e potenziali trigger.
  • Valutazione dello stress: Data la possibile correlazione tra stress e orticaria, tecniche di gestione dello stress o supporto psicologico potrebbero essere considerate.
  • Approfondimento sulla carbossiterapia: Se si sospetta un legame con la carbossiterapia, è essenziale discuterne approfonditamente con il medico che la pratica e con uno specialista allergologo o dermatologo per valutare possibili alternative o modifiche al trattamento.

Comprendere l'interazione tra fattori ambientali, come l'aumento dell'anidride carbonica e i conseguenti cambiamenti climatici, e le reazioni individuali, come l'orticaria, è un campo di ricerca in continua evoluzione, fondamentale per migliorare la salute pubblica e la qualità della vita delle persone.

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