La lotta contro i tumori cutanei rappresenta una sfida costante nel campo della dermatologia, richiedendo approcci diagnostici sempre più precisi e terapie innovative. Particolare attenzione è rivolta ai pazienti affetti da epidermolisi bollosa ereditaria (EB), una patologia genetica rara caratterizzata da estrema fragilità cutanea e mucosale, che li espone a un rischio significativamente aumentato di sviluppare carcinomi, spesso in giovane età. Queste neoplasie insorgono tipicamente su ulcere croniche, rendendo la diagnosi precoce un aspetto critico ma complesso, data la somiglianza iniziale con le lesioni ulcerative preesistenti.
La Complessità Diagnostica nei Pazienti con Epidermolisi Bollosa
Nei pazienti affetti da EB, la diagnosi di carcinoma cutaneo presenta insidie notevoli. La pelle, già compromessa dalla fragilità intrinseca della malattia, può sviluppare bolle e lesioni anche a seguito di traumi minimi. Nei casi in cui i pazienti sono predisposti allo sviluppo di carcinomi, questa fragilità è spesso accentuata, con un coinvolgimento esteso di ampie aree corporee.
La dr.ssa Maya El Hachem, responsabile dell'U.O. di Dermatologia dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, centro di riferimento per l'epidermolisi bollosa nel centro-sud Italia, sottolinea l'importanza cruciale della sorveglianza delle lesioni, in particolare quelle croniche, nei pazienti con EB, specialmente in età giovanile e adulta. "Il sospetto diagnostico di carcinoma richiede accuratezza clinica ed esperienza nella gestione di pazienti con EB," spiega la dr.ssa El Hachem. La conferma diagnostica necessita dell'esecuzione di biopsie, talvolta profonde o multiple, nelle aree più sospette, seguite da un accurato confronto clinico-patologico tra dermatologo e istologo per garantire la massima correttezza diagnostica.
La difficoltà nell'approccio chirurgico, dovuta alla particolare condizione della pelle dei pazienti con EB, rende la diagnosi precoce ancora più indispensabile. Quando la lesione tumorale è di piccole dimensioni, il trattamento d'elezione è chirurgico e prevede una semplice escissione a losanga con successiva sutura. Per lesioni più estese, l'asportazione richiede tecniche ricostruttive più complesse, come l'utilizzo di lembi di rotazione o innesti di cute prelevata da zone sane. Tuttavia, la scarsità di cute sana e indenne rende questa procedura non sempre agevole, talvolta obbligando al ricorso a innesti di cute artificiale, un approccio non sempre praticabile. Altre opzioni terapeutiche come terapie mediche o radioterapia hanno, in molti casi, mostrato risultati limitati.

L'Elettrochemioterapia: Una Nuova Speranza Terapeutica
In questo scenario clinico complesso, l'elettrochemioterapia (ECT) emerge come un'opportunità terapeutica innovativa e promettente per il trattamento dei tumori cutanei, in particolare nei pazienti con EB. Questa tecnica, relativamente recente, si basa sulla somministrazione di un farmaco chemioterapico, il cui assorbimento e la cui efficacia vengono potenziati da brevi e intensi impulsi elettrici. Elettrodi applicati direttamente sul tessuto tumorale aumentano la permeabilità delle membrane cellulari, permettendo al farmaco di penetrare più efficacemente nelle cellule neoplastiche e limitando l'effetto tossico ai soli tessuti malati.
L'Ospedale Bambino Gesù di Roma è l'unico centro in Italia a trattare i tumori cutanei tipici dell'EB con questa nuova tecnica. La procedura richiede un approccio multidisciplinare rigoroso, come evidenziato dalla dr.ssa El Hachem. È fondamentale il coinvolgimento di un anestesista, poiché il trattamento viene effettuato in sedazione profonda. L'oncologo valuta la tollerabilità del paziente al farmaco chemioterapico e ne definisce il dosaggio appropriato. L'operatore principale, nel caso specifico dell'ospedale romano, è il dermatologo, il dr. Andrea Diociaiuti. Inoltre, poiché la procedura può causare dolore nei giorni successivi, è essenziale la collaborazione di un terapista del dolore per una corretta pianificazione del trattamento antalgico post-procedurale.
La tecnica comporta l'essiccamento del tessuto tumorale, che porta alla formazione di una crosta. Questa viene successivamente trattata farmacologicamente e rimossa dopo un periodo variabile da 1 a 3 mesi, a seconda della profondità della lesione e dell'intensità del trattamento. In alcuni casi, una singola seduta potrebbe non essere sufficiente a eradicare completamente la lesione, rendendo necessaria la ripetizione della procedura. In alternativa, l'ECT può ridurre significativamente le dimensioni della lesione, rendendola così suscettibile a un successivo intervento chirurgico.
Gli effetti collaterali associati all'elettrochemioterapia sono considerati rari e spesso reversibili. Tra questi si annoverano il dolore nei giorni immediatamente successivi al trattamento e, in casi molto rari, effetti collaterali legati al farmaco chemioterapico stesso (come la tossicità renale) o all'anestesia.
La dr.ssa El Hachem conclude sottolineando che, per quanto a sua conoscenza, l'applicazione dell'elettrochemioterapia ai pazienti con epidermolisi bollosa è esclusiva dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Per pazienti non affetti da EB, la tecnica è invece adottata in altri centri. L'introduzione di questa terapia nell'ospedale romano è stata resa possibile grazie alla formazione e alla generosa disponibilità fornite dal dr. Pietro Curatolo, dermatologo dell'Università La Sapienza, a cui i pazienti e l'équipe medica esprimono profonda gratitudine.
Electrochemotherapy Patient Case Study - SUB ITA
Prevenzione e Informazione: Il Ruolo degli Istituti di Ricerca e Cura
L'impegno nella lotta contro i tumori cutanei e nella promozione della salute dermatologica si estende oltre le terapie innovative, abbracciando anche la prevenzione e l'informazione. In questo contesto, eventi come il "Sanit - Forum Internazionale della Salute" assumono un ruolo fondamentale. Nell'edizione del 2015, gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO), Regina Elena e San Gallicano, hanno significativamente contribuito, mettendo a disposizione la competenza di numerosi specialisti.
Marta Branca, commissario straordinario degli IFO, ha sottolineato l'importanza della presenza a manifestazioni pubbliche come il Sanit per offrire al cittadino l'esperienza e la professionalità degli specialisti. In particolare, l'Istituto San Gallicano ha allestito uno spazio dedicato alla prevenzione dei tumori della pelle, offrendo consulenze e visite gratuite per tre giorni. Gli esperti hanno inoltre fornito informazioni sulle patologie correlate all'HPV e sull'importanza della vaccinazione, rivolta sia a ragazze e donne che a uomini.
Lo stand del San Gallicano, presieduto da Pasquale Frascione della dermatologia oncologica, ha coordinato le consulenze offerte insieme ad altri specialisti quali De Simone, Eibenshutz e Migliano. Durante i tre giorni del forum, dalle 10:00 alle 18:00, i cittadini hanno potuto ricevere informazioni preziose. Tra gli specialisti presenti, Stefano Canitano ha fornito indicazioni sull'appropriatezza degli esami radiologici, Paolo Iacovelli ha illustrato i danni cutanei causati dall'esposizione solare, Maria Laura Foddai ha sensibilizzato alla donazione del sangue, Roberto Baldelli ha trattato i tumori neuroendocrini, e Francesco Bartoli ha discusso delle dermatosi del paziente anziano. Vincenzo Cilenti ha affrontato i danni causati dal fumo, offrendo anche la misurazione dei livelli di ossigenazione, con particolare attenzione ai fumatori. Infermieri e tecnici di radiologia hanno supportato le attività informative, rafforzando il legame tra gli istituti sanitari e la cittadinanza.
Il reparto di Dermatologia Clinica dell'Istituto Dermatologico San Gallicano (ISG), con sedi a Mostacciano e Trastevere, sotto la Responsabilità F.F. della Dott.ssa Norma Cameli, si occupa di un ampio spettro di patologie dermatologiche. Particolare attenzione è rivolta alle patologie bollose, al lichen, alle patologie paraneoplastiche e degli annessi cutanei. L'istituto è altresì attivamente impegnato nella diagnosi e terapia di patologie ad elevata prevalenza nella popolazione generale, come la psoriasi e le manifestazioni eczematose diffuse.
La dermatologia clinica dell'ISG gestisce 10 posti letto di ricovero ordinario e 10 posti letto di day hospital. Offre inoltre una vasta gamma di ambulatori specialistici, tra cui: Ambulatorio per lo studio e la cura della Psoriasi; Ambulatorio di Fotobiologia e Fototerapia; Ambulatorio della Vitiligine; Ambulatorio di Dermatologia Ematologica; Ambulatorio di Dermatologia Pediatrica; Ambulatorio di Dermatologia Multietnica; e Ambulatorio di Diagnostiche non Invasive, che utilizza tecnologie avanzate come la microscopia confocale, la capillaroscopia, la termografia e la bioingegneria cutanea (TEWL, corneometria, laser doppler, sebometria, ecc.).
L'équipe medica del reparto comprende professionisti di alto livello, tra cui: Beatrice Maria Amorosi, Claudio Bonifati, Carmela Ferraro, Dario Graceffa, Paolo Iacovelli, Alessia Pacifico, Pier Luigi Saraceni, Viviana Lora, Flavia Pigliacelli e Diego Orsini.
Il contributo di specialisti come Francesco Bartoli, che si dedica alle dermatosi del paziente anziano, evidenzia l'ampiezza degli interessi della dermatologia moderna, che non trascura nessuna fascia d'età o specifica condizione patologica. Anche i casi di verruche trattati con crema, o sfoghi di bolle trattati con cortisone per via orale, pomate e shampoo, rientrano nella vasta casistica gestita da questi reparti, dimostrando un approccio completo alla salute della pelle.

L'associazione Debra Italia Onlus, attraverso iniziative di solidarietà come "Walking in your shoes - Un aiuto per i bambini farfalla", si impegna a garantire un accesso sempre più ampio ai trattamenti elettrochemioterapici per i pazienti affetti da epidermolisi bollosa. Questo obiettivo mira a fornire un supporto concreto a questi pazienti, migliorando la loro qualità di vita e offrendo nuove prospettive terapeutiche contro le complicanze oncologiche associate alla loro patologia. L'iniziativa sottolinea l'importanza della collaborazione tra associazioni di pazienti, istituzioni sanitarie e specialisti per affrontare sfide mediche complesse e migliorare l'assistenza ai malati.
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