La pelle, specchio della nostra salute, è costantemente esposta a fattori ambientali che possono comprometterne l'integrità e la bellezza. Tra le numerose patologie cutanee che affliggono l'umanità, la cheratosi attinica (CA) rappresenta una condizione pre-cancerosa di particolare rilievo, strettamente correlata all'esposizione solare cronica. Tuttavia, il campo della dermatologia è in continua evoluzione, e nuove frontiere terapeutiche si aprono grazie all'impiego della luce. Il dottor Marco Pignatti, dermatologo carpigiano, è un pioniere nell'esplorare e applicare i benefici della fototerapia, un approccio minimamente invasivo e altamente selettivo che sfrutta le proprietà curative delle sorgenti luminose per trattare un'ampia gamma di affezioni cutanee, dalla cheratosi attinica a condizioni come psoriasi, vitiligine ed eczemi.
La Luce come Strumento Terapeutico: La Filosofia del Dott. Pignatti
Il dottor Pignatti abbraccia un approccio terapeutico che privilegia metodi poco invasivi, selettivi e che riducono al minimo l'uso di farmaci. In questa prospettiva, la luce emerge come uno strumento potente e versatile. "Da anni", spiega il dottor Pignatti, "studio l'affascinante correlazione tra radiazioni luminose e benessere. La luce è come una melodia, e come una nota, ogni sorgente luminosa emette una luce caratterizzata da lunghezza d'onda (ciò che comunemente chiamiamo colore), durata e intensità. La combinazione di questi tre elementi determina un effetto biologico preciso su cellule e tessuti." Questa visione personalizza la fototerapia, paragonandola a una composizione musicale dove ogni "nota" luminosa è calibrata per ottenere un effetto terapeutico specifico.

L'interesse del dottor Pignatti per la fototerapia è radicato fin dai tempi della sua specializzazione. "Ricordo che stavo studiando gli effetti dei raggi ultravioletti sulle cellule della pelle nel laboratorio di ricerca del Prof. Carlo Pincelli", racconta, "quando uscirono i primi pannelli per la Fototerapia con UVB a banda stretta capaci di curare malattie importanti come psoriasi, vitiligine, dermatite atipica ed eczemi senza utilizzare farmaci per sensibilizzare la pelle." Questa innovazione ha rappresentato un punto di svolta, dimostrando il potenziale della luce nel trattare patologie dermatologiche significative senza ricorrere a terapie farmacologiche sistemiche o fotosensibilizzanti.
Sebbene possa sembrare una semplice evoluzione dell'elioterapia, una delle forme più antiche di cura basata sull'esposizione al sole, la fototerapia moderna, specialmente quando impiega tecnologie come il laser, assume un carattere quasi "futuristico". La precisione e la selettività offerte da queste tecnologie aprono scenari inediti nel trattamento delle malattie cutanee.
Le Diverse Tecnologie Fototerapeutiche e le Loro Applicazioni
La fototerapia si avvale di diverse sorgenti luminose, ognuna con proprietà specifiche e applicazioni mirate.
Il Laser: Precisione Monocromatica
Il laser, una sorgente eccitata da un fascio di elettroni, emette una luce monocromatica, ovvero composta da una singola lunghezza d'onda, molto concentrata e intensa. Questa caratteristica lo rende ideale per trattamenti di alta precisione.
- Laser Verde: Questo tipo di laser viene assorbito selettivamente dai bersagli rossi presenti nella pelle. "Il laser verde, ad esempio, viene assorbito selettivamente da tutti i bersagli rossi e, di conseguenza, viene impiegato per trattare angiomi, capillari e teleangiectasie," spiega il dottor Pignatti. Il raggio di luce verde penetra sotto la pelle e, all'interno del vaso sanguigno, viene captato dall'emoglobina. Questa assorbe l'energia luminosa, riscaldandosi a una temperatura tale da provocare la foto-coagulazione immediata del sangue, chiudendo il vaso.

Luce Pulsata Intensa (IPL): A differenza del laser monocromatico, la luce pulsata è un fascio contenente diverse lunghezze d'onda, dal giallo all'infrarosso. "Esiste poi la luce pulsata, ovvero un fascio contenente diverse lunghezze d'onda dal giallo all’infrarosso, che viene assorbita molto bene dai pigmenti scuri dei follicoli dei peli e, infatti, si utilizza per l’epilazione," afferma il dottor Pignatti. La sua capacità di colpire i pigmenti la rende efficace anche in altre applicazioni estetiche.
Laser Q-Switched: Questo laser si distingue per le sue due lunghezze d'onda e, soprattutto, per un impulso estremamente breve, nell'ordine di un milionesimo di secondo. "Il laser Q-switched, invece, ha due lunghezze d’onda e, a differenza del laser monocromatico di cui una identica al Laser Verde, ma si caratterizza per un impulso brevissimo (siamo nell’ordine di un milionesimo di secondo) e, quindi, può essere assorbito solo da bersagli molto carichi di colore come i pigmenti impiegati per fare tatuaggi e le macchie scure provocate dall’esposizione solare, senza scaldare e danneggiare in alcun modo la pelle intorno." Questa rapidità d'azione permette di frammentare pigmenti densi, come quelli dei tatuaggi o delle macchie solari, senza causare danni termici ai tessuti circostanti.
Laser a CO2: Uno dei laser più utilizzati in dermatologia è il laser a CO2. "Uno dei Laser utilizzato da più tempo in dermatologia è il laser a CO2, la cui lunghezza d’onda è invisibile all’occhio umano, capace di far vaporizzare l’acqua, e quindi le cellule bersaglio, istantaneamente senza danneggiare le zone vicine alla lesione," spiega il dottor Pignatti. Agendo sull'acqua contenuta nelle cellule, il laser a CO2 permette un'ablazione precisa del tessuto cutaneo, ideale per la rimozione di lesioni cutanee.
Lampade Specializzate: Trattamento di Ampie Superfici
Oltre ai laser, esistono lampade specifiche che emettono luce quasi monocromatica, simili a quelle laser, ma con una differenza fondamentale: "Tali lampade emettono una luce quasi monocromatica come quella del laser ma, anziché essere caratterizzate da un fascio sottile e potente, permettono di trattare una superficie molto più ampia e, a seconda del loro colore o delle combinazioni cromatiche, di aggredire numerose patologie differenti," sottolinea il dottor Pignatti.
- Luce Rossa: La luce rossa trova impiego in diverse applicazioni terapeutiche. "La luce rossa, ad esempio, è usata per la terapia non chirurgica delle cheratosi attiniche e dei tumori cutanei (non melanoma), per stimolare la produzione di collagene nel fotoringiovanimento e la crescita dei capelli." La sua capacità di penetrare in profondità la rende efficace nel promuovere processi rigenerativi e nel trattamento di lesioni precancerose.
Terapia fotodinamica contro la cheratosi
La Cheratosi Attinica: Una Lesione Precancerosi da Non Sottovalutare
La cheratosi attinica (CA), nota anche come cheratosi solare, è una lesione cutanea che si sviluppa tipicamente su aree del corpo cronicamente esposte al sole, come viso, orecchie, cuoio capelluto, labbra, dorso delle mani e degli avambracci, spalle e collo.
Caratteristiche e Manifestazioni della Cheratosi Attinica
Le CA si presentano inizialmente come piccole lesioni, spesso più percepibili al tatto che alla vista, dando l'impressione di una superficie ruvida. "Inizialmente le lesioni sono così piccole da essere riconosciute più al tatto che visivamente. Il paziente ha l’impressione di passare le dita su una superficie ruvida," descrive il dottor Pignatti. Generalmente, le CA hanno uno sviluppo lento e raggiungono dimensioni comprese tra 3 e 6 mm.
- Aspetto: La maggior parte delle cheratosi attiniche sono rossastre, ma possono variare nel colore, presentando tonalità marrone chiaro o scuro, rosa, o essere dello stesso colore della cute normale. Talvolta, possono associarsi a prurito o tensione. Possono anche infiammarsi, apparendo circondate da rossore.
- Evoluzione: A volte, le CA possono regredire spontaneamente per poi ricomparire in un momento successivo. Tuttavia, il rischio più significativo associato alle CA è la loro potenziale evoluzione in carcinoma spinocellulare, un tipo di tumore della pelle non melanoma.
Epidemiologia e Fattori di Rischio
Le stime sull'incidenza della cheratosi attinica indicano che colpisce circa il 5% della popolazione, con una leggera prevalenza negli uomini, spesso dovuta a una maggiore esposizione solare e a un minore utilizzo di filtri solari. Il fattore di rischio predominante è l'esposizione solare cronica, poiché il danno solare si accumula nel tempo. Anche nei giorni nuvolosi, una significativa percentuale di radiazioni solari penetra attraverso le nuvole.
"Il danno solare sulla pelle si accumula nel tempo; quindi anche una breve esposizione si somma alla esposizione totale di tutta la vita. Anche nei giorni nuvolosi il 70-80% di radiazioni solari passa attraverso le nuvole. Considerato che il tempo totale di esposizione al sole aumenta di anno in anno, è più probabile che le CA compaiano in persone anziane. Tuttavia, attualmente sono riportati casi di individui intorno ai 20 anni che ne sono affetti. Inoltre, le CA sono diventate più comuni nelle persone intorno ai 50 anni." Questa osservazione sottolinea l'importanza di un'adeguata protezione solare fin dalla giovane età.
Altri fattori di rischio includono:
- Età avanzata
- Immunosoppressione sottostante
- Capelli biondi o rossi
- Occhi azzurri
- Tipo di pelle I o II (pelle chiara che si scotta facilmente)
La Cheratosi Attinica come "Precancerosi"
La cheratosi attinica è definita "precancerosi" poiché circa il 10% di esse può evolvere in carcinoma spinocellulare. Sebbene questa percentuale possa sembrare bassa, è significativa se consideriamo che circa il 40-60% dei carcinomi spinocellulari ha origine da una cheratosi attinica non trattata e può invadere i tessuti circostanti. Il numero di CA presenti su un individuo aumenta proporzionalmente il rischio di progressione verso un cancro cutaneo.

Opzioni Terapeutiche per la Cheratosi Attinica
La gestione della cheratosi attinica si basa su due principali approcci: la terapia mirata alla lesione e la terapia mirata al campo. La scelta terapeutica dipende dal numero di lesioni, dalla loro localizzazione, dall'estensione del danno solare complessivo e dalle preferenze del paziente.
Terapia Diretta alla Lesione
Questo approccio prevede la rimozione fisica delle singole lesioni. È particolarmente indicato per pazienti con un numero limitato di cheratosi attiniche o per coloro che non sono candidabili o preferiscono non sottoporsi ad altre forme di trattamento.
- Criochirurgia: La criochirurgia, che utilizza l'azoto liquido per congelare le lesioni, è la terapia diretta alla lesione più comune. Dopo il congelamento, le lesioni diventano crostose e tendono a cadere spontaneamente.
- Curettage: Il curettage, ovvero il raschiamento della lesione con una curette, rappresenta un'alternativa alla criochirurgia.
Le terapie dirette alla lesione sono procedure ambulatoriali singole, ma potrebbero non trattare i cambiamenti subclinici (lesioni non visibili) e comportano un rischio maggiore di cicatrici.
Terapia Mirata al Campo
Le terapie mirate al campo prevedono l'applicazione di trattamenti topici su aree cutanee estese e interessate da cheratosi attiniche diffuse, affrontando sia le lesioni visibili che quelle subcliniche.
- Farmaci Topici:
- Fluorouracile (5-FU): La crema al 5-FU è uno dei trattamenti farmacologici di prima linea. Agisce inibendo la timidilato sintetasi, bloccando la sintesi del DNA e inducendo la morte delle cellule danneggiate. Viene applicata tipicamente due volte al giorno per 3-4 settimane. Studi recenti indicano il 5-FU come il trattamento più efficace per le cheratosi attiniche, e la combinazione con calcipotriolo sembra aumentarne ulteriormente l'efficacia.
- Imiquimod: Questa crema al 5% agisce come modificatore della risposta immunitaria, stimolando la produzione locale di citochine che inducono una reazione infiammatoria locale, aiutando a distruggere le cellule precancerose e cancerose. Viene applicato di solito due volte a settimana per 16 settimane.
- Diclofenac: Il diclofenac, un farmaco antinfiammatorio non steroideo, viene formulato in gel, spesso in combinazione con acido ialuronico per migliorarne la penetrazione e prolungarne l'assorbimento. Previene la risposta infiammatoria ed è generalmente ben tollerato. Viene applicato due volte al giorno per 60-90 giorni. La sua efficacia può essere limitata rispetto ad altri trattamenti.
- Tirbanibulina: Questo inibitore dei microtubuli agisce inducendo la morte delle cellule danneggiate. L'unguento all'1% viene applicato una volta al giorno per 5 giorni, ma i dati sulla sua efficacia a lungo termine sono ancora in fase di valutazione.
Questi farmaci topici possono causare effetti collaterali come infiammazione (arrossamento, desquamazione) e dolore durante e per qualche settimana dopo il trattamento.
- Terapia Fotodinamica (PDT): La PDT rappresenta un'altra opzione di terapia mirata al campo. Prevede l'applicazione topica di un agente fotosensibilizzante, come l'acido 5-aminolevulinico (5-ALA) o il metilaminolevulinato, sulle lesioni. Successivamente, le aree trattate vengono esposte a una luce LED di elevata intensità che attiva il fotosensibilizzatore, distruggendo selettivamente le cellule anomale. La PDT è particolarmente utile per il trattamento di lesioni multiple sul volto e sul cuoio capelluto e può richiedere più sedute.

Terapie Combinate e Laser
In alcuni casi, la combinazione di due terapie o l'uso sequenziale di diversi trattamenti può garantire risultati ancora migliori, aumentando la percentuale di guarigione e riducendo la comparsa di effetti collaterali.
Il laser a CO2 può essere utilizzato per rimuovere il tessuto lesionale della cheratosi attinica, vaporizzando le cellule target istantaneamente. Questa tecnica è efficace per lesioni in aree piccole o ristrette, ma potrebbe richiedere anestesia locale e lasciare esiti discromici.
La Dermobiotica: Un Nuovo Paradigma nella Cura della Pelle
Oltre alla fototerapia, il dottor Pignatti è un fervente sostenitore della Dermobiotica, una branca emergente della dermatologia che studia le complesse interrelazioni tra la pelle, le sue patologie e l'intestino, in particolare il suo microbiota.
"Negli ultimi anni," afferma il dottor Pignatti, "mi sono appassionato alla ricerca sul ruolo del microbiota nella salute e nelle malattie e non ho potuto far altro che applicare tutte queste nuove conoscenze al mio mondo, quello della dermatologia. Da questa passione è nata un’intensa attività di divulgazione di una nuova branca della dermatologia chiamata Dermobiotica."
Questo approccio innovativo considera la salute intestinale come fondamentale per la salute della pelle. "Ho iniziato a trattare i miei pazienti dermatologici partendo dalla salute del loro intestino," spiega, "e ho iniziato a divulgare questa metodica curando una rubrica quindicinale sul settimanale Tempo di Carpi, sul sito www.dermobiotica.it e in numerose conferenze a livello nazionale."
La Dermobiotica si avvale di metodiche moderne e avanzate per intervenire nella cura di determinate patologie o inestetismi della pelle, partendo dall'equilibrio del microbiota intestinale. Studi recenti supportano l'importanza di questo legame:
- Postbiotici: Metaboliti e frammenti di probiotici (postbiotici) stanno emergendo come strategie innovative per accelerare la guarigione delle ferite cutanee modulando infiammazione, microbiota e rigenerazione tissutale. Questi prodotti, privi di batteri vivi, sono più stabili e sicuri.
- Dieta Plant-Based: Una dieta a base vegetale è stata associata a una migliore salute della pelle, in particolare nelle malattie cutanee infiammatorie come psoriasi, dermatite atopica e acne.
- Collagene Orale: La supplementazione con collagene orale (da 1 a 10 grammi al giorno) ha dimostrato di migliorare significativamente l'idratazione e l'elasticità cutanea.
Il dottor Pignatti, laureato in Medicina e Chirurgia con lode e specializzato in Dermatologia e Venereologia, ha una solida base scientifica maturata in anni di ricerca su biologia cutanea, effetti delle radiazioni UV, psoriasi e tumori della pelle. La sua carriera è sempre stata guidata dalla passione per la ricerca e l'innovazione, portandolo a diventare una figura di riferimento nella Dermobiotica e un promotore di terapie luminose in dermatologia.
Prevenzione: Il Ruolo Fondamentale della Protezione Solare
Indipendentemente dalle opzioni terapeutiche, la prevenzione rimane la strategia più efficace per contrastare l'insorgenza e la progressione delle cheratosi attiniche e per mantenere la pelle sana.
"Il modo migliore per prevenire le cheratosi attiniche è la protezione dal sole," enfatizza il dottor Pignatti. "Usare un filtro solare sia per UVA che UVB con un fattore di protezione di almeno 15 ogni giorno. Applicare una quantità di filtro solare adeguata (circa 2 cucchiai di prodotto) su tutto il corpo almeno 30 minuti prima di uscire. Tenere i neonati lontano dal sole."
L'adozione di abitudini di protezione solare coerenti, l'uso regolare di creme solari ad ampio spettro, l'evitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata e la protezione tramite indumenti e cappelli sono passi cruciali per minimizzare il danno solare cumulativo e ridurre il rischio di sviluppare cheratosi attiniche e altre patologie cutanee indotte dal sole. L'esame regolare della propria pelle è altresì fondamentale per individuare precocemente eventuali lesioni sospette e consultare tempestivamente uno specialista.
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