Epidermolisi Bollosa in Italia: Costi, Statistiche e Nuove Speranze Terapeutiche

L'epidermolisi bollosa (EB) è una famiglia di rare condizioni genetiche dermatologiche. Questo gruppo di malattie ereditarie del tessuto connettivo è caratterizzato dall'assenza di una particolare proteina di coesione nella pelle, che provoca un collegamento difettoso dei suoi strati esterni e interni (epidermide e derma), rendendola fragile. L'epidermolisi bollosa è una patologia genetica ereditaria che colpisce gli epiteli, provocando bolle e lesioni sulla pelle e sulle mucose interne. La patologia è nota anche come “sindrome dei bambini farfalla”, facendo riferimento alla fragilità dei pazienti, accomunata a quella proverbiale delle ali di una farfalla.

bambino con epidermolisi bollosa

Manifestazioni e Tipologie di Epidermolisi Bollosa

L'epidermolisi bollosa si manifesta in diverse forme di gravità variabile. La malattia, infatti, non colpisce solo la pelle ma può riguardare anche le mucose interne, comprese quelle di occhi e ano. Quando, ad esempio, interessa la bocca e la gola, mangiare e deglutire diventa difficile e doloroso.

Le tipologie principali di EB sono tre: simplex, distrofica e giunzionale.

  • Epidermolisi Bollosa Simplex: In oltre la metà dei casi, l'epidermolisi bollosa insorge nella forma simplex. In genere è la variante meno grave, perché la formazione di bolle è spesso ristretta a mani e piedi.
  • Epidermolisi Bollosa Distrofica: La forma distrofica è dovuta al danneggiamento o all'assenza delle fibrille di ancoraggio, sorta di 'uncini' di collagene presenti nelle giunzioni dermo-epidermiche. In questo caso, la formazione di bolle è generalizzata e costante e lascia cicatrici.
  • Epidermolisi Bollosa Giunzionale: Questa forma, pur essendo meno comune, può presentare una gravità estremamente elevata, con bolle che si formano anche in seguito a traumi minimi e che interessano ampie aree cutanee e mucose.

A seconda delle forme, l'epidermolisi bollosa può trasmettersi con modalità autosomica dominante (un genitore malato ha il 50% di probabilità di trasmettere la patologia ai propri figli) o autosomica recessiva (in una coppia di genitori portatori sani di EB, un figlio ha una probabilità del 25% di nascere malato).

diagramma ereditarietà autosomica dominante e recessiva

Diagnosi e Gestione Clinica

La diagnosi si basa sull’osservazione clinica, seguita dall’analisi istologica, effettuata su biopsia cutanea, e dai test genetici di conferma.

La presa in carico del paziente consiste nell'evitare la comparsa delle bolle, tramite una meticolosa protezione della cute e l'adozione di stili di vita appropriati, che limitino i traumi, e nel prevenire le infezioni secondarie mediante un'attenta cura delle ferite. I pazienti con forme di EB associate ad elevato rischio di complicazioni extracutanee richiedono un attento monitoraggio e l'adozione di strategie volte ad impedire che i tessuti colpiti siano gravemente compromessi.

Complicazioni e Rischi Oncologici

I pazienti affetti da alcune forme di epidermolisi bollosa ereditaria (EB) sono soggetti allo sviluppo di carcinomi, anche in età giovanile. Si tratta di tumori della pelle o delle mucose che insorgono, nei pazienti con EB, su ulcere croniche. La diagnosi è difficile specialmente in fase iniziale, in quanto si confonde proprio con l’ulcera cronica.

Costi Economici e Sociali in Italia e in Europa

Recentemente, uno studio pubblicato sulla rivista The European Journal of Health Economics ha determinato i costi economici e sociali e la qualità di vita connessa alla salute dei pazienti con epidermolisi bollosa in otto Stati membri dell'Unione Europea. All'indagine hanno partecipato anche tre esperti italiani: Domenica Taruscio, Direttore del Centro Nazionale Malattie Rare dell'Istituto Superiore di Sanità, Arrigo Schieppati, dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Ranica (Bergamo) e Giovanni Fattore, del Centro di Ricerche sulla Gestione dell'Assistenza Sanitaria e Sociale (CERGAS) dell'università Bocconi di Milano.

Il team internazionale ha condotto uno studio cross-sezionale di pazienti con epidermolisi bollosa provenienti da Italia, Bulgaria, Francia, Germania, Ungheria, Spagna, Svezia e Regno Unito. I dati sulle caratteristiche demografiche, l'utilizzo delle risorse sanitarie, l'assistenza informale, la perdita di produttività nel lavoro e la qualità di vita connessa alla salute sono stati raccolti dai questionari compilati dai pazienti o dai loro caregiver. La qualità di vita è stata misurata con il questionario a 5 dimensioni EuroQol (EQ-5D).

Un totale di 204 pazienti ha completato il questionario. I costi medi annuali variano da paese a paese, e vanno da 9.509 a 49.233 euro (anno di riferimento 2012). I costi sanitari diretti stimati variano da 419 a 10.688 euro; i costi non sanitari diretti da 7.449 a 37.451 euro e la perdita di produttività nel lavoro da zero a 7.259 euro. Il costo medio annuo per paziente in tutti i paesi è stato stimato in 31.390 euro, di cui 5.646 euro contabilizzati come costi diretti sanitari (il 18%), 23.483 euro rappresentati da costi diretti non sanitari (74,8%) e 2.261 euro valutati come costi indiretti (7,2%).

Lo studio ha mostrato come i costi varino tra i pazienti con diverse disabilità, ma anche tra i bambini e gli adulti. La media del punteggio EQ-5D per i pazienti adulti è stato stimato tra 0,49 e 0,71 e la media del punteggio su scala visiva analogica EQ-5D tra 62 e 77. Oltre al suo impatto negativo sulla qualità di vita del paziente, lo studio indica il notevole peso economico e sociale dell'epidermolisi bollosa in Europa, imputabile principalmente agli elevati costi diretti non sanitari.

grafico a torta costi epidermolisi bollosa

Avanzamenti nella Ricerca e Terapie Innovative

Non essendo curabile, la speranza risiede nelle terapie avanzate, tra cui proprio la terapia genica. L'epidermolisi bollosa è una famiglia di rare condizioni genetiche dermatologiche. Questo gruppo di malattie ereditarie del tessuto connettivo è caratterizzato dall'assenza di una particolare proteina di coesione nella pelle, che provoca un collegamento difettoso dei suoi strati esterni e interni (epidermide e derma), rendendola fragile.

L'azienda farmaceutica Chiesi sta sviluppando una nuova terapia avanzata per il trattamento dell'epidermolisi bollosa, una rara condizione genetica della pelle.

A fine aprile sono stati annunciati i 209 vincitori degli ERC Advanced Grants, finanziamenti europei a lungo termine per la ricerca scientifica d’eccellenza, e tra gli 8 assegnatari in Italia c’è Michele De Luca, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore). Il progetto “Holo-GT” permetterà ai ricercatori e alle ricercatrici coordinati dal prof. Michele De Luca, uno dei massimi esperti di cellule staminali e terapia genica a livello internazionale, da diversi anni si occupa di epidermolisi bollosa.

L'obiettivo del progetto Holo-GT è infatti quello di produrre una nuova epidermide geneticamente modificata e interamente ‘costruita’ in laboratorio, con tecniche talmente all’avanguardia da superare i limiti esistenti. Infatti, la terapia genica attualmente in sperimentazione prevede la correzione del difetto tramite l’aggiunta di una copia corretta del gene in grado di ripristinare la funzionalità. Purtroppo, non è una soluzione applicabile a tutte le malattie genetiche esistenti, perché funziona nel caso di forme recessive della patologia, cioè quelle in cui entrambi gli alleli del gene sono difettosi. Purtroppo, le procedure di editing del genoma hanno ancora efficienza bassa e Holo-GT, progetto che rientra nella ricerca di base e che è ancora lontano dall’applicazione clinica, ha lo scopo di caratterizzare a livello molecolare le cellule staminali epiteliali per comprendere i meccanismi che le regolano e per permetterne la riprogrammazione, seguita poi dalla correzione tramite gene editing. Questo procedimento permetterebbe il superamento dei limiti che oggi frenano l’applicazione della terapia genica alle forme dominanti di epidermolisi bollosa.

“Vincere un ERC Advanced Grant è difficile perché selezionano i progetti più visionari, quelli più rischiosi ma che potrebbero portare a un reale avanzamento scientifico”, commenta Michele De Luca. “È una vera e propria sfida, per me e per il gruppo di giovani ricercatori che coordino. Potrebbe anche non andare a buon fine, ma se dovesse funzionare in futuro potrebbe porre rimedio a una categoria di malattie genetiche epiteliali che non possono essere trattate con l’aggiunta del gene corretto.

Curato "bambino farfalla" con la terapia genica

Beremagene Geperpavec (Vyjuvek): Una Nuova Frontiera Terapeutica

Il 14 ottobre 2025, a Verona presso il Palazzo Verità Poeta, si è tenuta la cerimonia del Prix Galien Italia 2025, l’edizione nazionale del prestigioso riconoscimento che - nato in Francia negli anni settanta - è oggi considerato alla stregua di un “Premio Nobel” per l’innovazione dei farmaci e per la ricerca farmacologica. L’iniziativa mira a valorizzare la ricerca che coniuga eccellenza scientifica, beneficio clinico per i pazienti e un impatto reale sulla salute pubblica.

Nella categoria dedicata alle ATMP la vincitrice è stata beremagene geperpavec (nome commerciale Vyjuvek), una terapia genica - prodotta dall’azienda Krystal Biotech - per il trattamento di ferite in pazienti affetti da epidermolisi bollosa distrofica (DEB) con mutazioni nel gene del collagene di tipo VII catena alfa 1 (COL7A1). Vyjuvek, approvata nel 2023 negli Stati Uniti e a maggio 2025 in Europa, rappresenta - così come descritto nella motivazione del premio - “la prima terapia genica topica che agisce direttamente sulla causa genetica dell’epidermolisi bollosa distrofica, una malattia rara, grave della pelle. Agendo sulla causa della malattia ristabilisce la giunzione dermo-epidermica e consente una guarigione duratura delle ferite cutanee e una significativa riduzione della severità delle nuove lesioni.

Il collagene di tipo VII è fondamentale per formare le fibrille di ancoraggio che uniscono il derma all’epidermide, garantendo la stabilità e la resistenza della pelle. In assenza di COL7 funzionale, gli strati cutanei tendono a separarsi, provocando vesciche e ferite croniche dolorose e debilitanti, caratteristica dell’epidermolisi bollosa. È la prima terapia genica approvata per questa forma della malattia e si tratta di un gel topico contenente un virus di tipo herpes simplex geneticamente modificato, incapace di replicarsi nelle cellule sane e progettato per trasportare copie funzionanti del gene COL7A1 direttamente sulle lesioni cutanee.

Il Professore Emerito Pier Luigi Canonico, presidente del Comitato indipendente di Esperti che ha curato le valutazioni di quest’anno, ha dichiarato: “Nel tempo, il Prix Galien si è affermato non solo come il più prestigioso riconoscimento alla ricerca e all’innovazione in campo farmacologico, ma anche come un autentico motore di crescita per la salute pubblica. Oltre al suo impatto sulla ricerca e sull’innovazione, il premio ha svolto un ruolo cruciale nel favorire l’accesso dei pazienti a terapie sempre più efficaci, sicure e sostenibili. Attraverso il riconoscimento della ricerca che coniuga eccellenza scientifica e beneficio clinico, il Prix Galien promuove una cultura della cura centrata sulla persona, richiamando l’attenzione sulla necessità di integrare le esigenze e le preferenze dei pazienti nei processi decisionali clinici e di sviluppo. Il Prix Galien aspira sempre più a essere un ponte tra la ricerca farmacologica e l’industria farmaceutica, favorendo il dialogo, la collaborazione e il trasferimento di conoscenze e innovazione dal laboratorio al paziente.”

molecola di collagene

L'epidermolisi bollosa rappresenta una sfida clinica e sociale significativa, ma i continui progressi nella ricerca e lo sviluppo di terapie innovative come Vyjuvek offrono nuove speranze per migliorare la qualità di vita dei pazienti e affrontare questa devastante patologia genetica.

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