Iperidrosi e DPI: Comprendere i Rischi e Trovare Soluzioni per la Sicurezza sul Lavoro

L'iperidrosi, comunemente nota come sudorazione eccessiva, è una condizione medica che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Questa eccessiva produzione di sudore può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana, influenzando le attività lavorative, sociali e persino emotive delle persone colpite. Nei luoghi di lavoro, dove i rischi per la sicurezza e la salute sono una preoccupazione costante, l'iperidrosi può presentare sfide uniche, specialmente quando si tratta dell'uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

I Rischi dell'Iperidrosi in Ambito Lavorativo

Numerosi sono, infatti, i disagi quotidiani che devono affrontare le persone che soffrono di iperidrosi, con ripercussioni dirette anche sull'ambiente lavorativo:

  • Imbarazzo sociale e Difficoltà nelle relazioni interpersonali: La sudorazione eccessiva può portare a imbarazzo sociale, specialmente quando si formano evidenti macchie di sudore. Questo può influenzare le interazioni sociali, la vita professionale e la fiducia in se stessi, portando a isolamento sociale e a evitare situazioni che richiedono un'interazione ravvicinata con colleghi o clienti.
  • Limitazioni nell’abbigliamento e Difficoltà nelle attività fisiche: Le persone con iperidrosi spesso devono fare attenzione alla scelta dell’abbigliamento per nascondere le macchie di sudore e per ridurre il disagio fisico causato dal tessuto bagnato contro la pelle. Questo può limitare le opzioni di abbigliamento e rendere difficile sentirsi a proprio agio, interferendo anche con la partecipazione ad attività fisiche o che richiedono movimenti specifici.
  • Problemi di pelle: L’iperidrosi può causare diversi problemi alla pelle a causa dell’umidità costante. Il sudore può contribuire alla proliferazione di batteri, aumentando il rischio di infezioni cutanee come follicoliti, dermatiti o micosi. L’umidità persistente può indebolire la barriera cutanea, rendendo la pelle più suscettibile a irritazioni, sfregamenti e abrasioni, peggiorando condizioni preesistenti come eczema o psoriasi. Possono anche formarsi macchie scure sulla pelle, specialmente nelle zone in cui il sudore è più concentrato.
  • Problemi di lavoro: L’iperidrosi può influenzare le prestazioni lavorative e la carriera professionale. L’imbarazzo causato dalla sudorazione eccessiva può rendere difficile partecipare a riunioni, fare presentazioni o interagire con colleghi e clienti.
  • Disturbi emotivi: La costante preoccupazione per la sudorazione eccessiva può causare stress, ansia e depressione, creando un ciclo negativo di disagio fisico ed emotivo.

L'Importanza dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

Nei luoghi di lavoro laddove non sia possibile eliminare, ridurre o fronteggiare adeguatamente i rischi con misure tecniche di prevenzione, con sistemi di protezione collettiva o con una differente organizzazione del lavoro, diventa necessario l’impiego di dispositivi di protezione individuale. Stiamo parlando di DPI, cioè di “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale fine” (art. 74, d.lgs. 81/2008).

I DPI rappresentano le misure di sicurezza estreme e, secondo quanto stabilito dall’articolo 75 del D. Lgs. 81/2008, devono essere messi a disposizione dei lavoratori da parte del datore di lavoro. L’obbligo di fornire ai lavoratori i DPI appropriati ai rischi individuati è un obbligo del Datore di Lavoro rimarcato dal D. Lgs 81/2008, art. 77.

Manuale di istruzioni per un DPI

Normativa e Criteri di Scelta dei DPI

La scelta di questi dispositivi deve tenere conto di una serie di criteri, valutati nel corso della stesura del documento di valutazione dei rischi (DVR) indicati all’art. 79 del D. Lgs. 81/2008. L’utilizzo dei DPI è regolato dal Capo II del Titolo III del D. Lgs. 81/2008. L’articolo 76, “Requisiti dei DPI” stabilisce che i DPI devono essere conformi a quanto previsto dalle direttive europee e dal Regolamento (UE) 2016/425. La normativa, infatti, prevede che i DPI debbano essere adeguati ai rischi ai quali i lavoratori sono esposti. I DPI, infatti, devono essere scelti in seguito al processo di identificazione e valutazione del rischio, in accordo con le misure di tutela previste dall’articolo 15 del D. Lgs. 81/2008.

Il documento “ImpresaSicura_DPI”, correlato al progetto multimediale Impresa Sicura (EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail), ricorda che nelle normali condizioni di lavoro, in assenza di rischi particolari, “il normale vestiario da lavoro offre caratteristiche tali da fornire una sufficiente protezione dei lavoratori”. Invece, in attività che presentano rischi particolari si “devono usare specifici indumenti chiamati ‘indumenti di protezione’ che coprono o sostituiscono gli indumenti personali e che sono progettati con specifiche caratteristiche protettive”. Questi indumenti hanno la funzione di proteggere l’operatore che li indossa contro rischi di natura diversa (chimica, biologica, fisica, meccanica, ecc.) presenti nell’ambiente di lavoro, “che potrebbero agire sulla pelle od esserne assorbite”. E, se necessario, questi indumenti “possono essere indossati in combinazione con un appropriato dispositivo di protezione delle vie respiratorie e con stivali, guanti o altri mezzi di protezione”.

Tipologie di Indumenti di Protezione e Loro Caratteristiche

Gli indumenti di protezione possono essere suddivisi in diverse categorie, a seconda della copertura offerta e del tipo di rischio da cui proteggono:

  • Abiti di protezione: Indumenti che coprono tutto il corpo o la maggior parte di esso.
  • Capi di abbigliamento: Componenti individuali il cui uso protegge solo la parte del corpo che coprono.

Inoltre, si distinguono ulteriori tipologie:

  • A protezione locale: Utilizzati se il rischio riguarda una sola parte del corpo (es. grembiuli per schizzi frontali). In caso di utilizzo contemporaneo di altri DPI, è necessario verificare che tutti offrano adeguata protezione e che non vi sia passaggio di materiali pericolosi nelle giunture. I materiali di tali indumenti sono permeabili all’aria.
  • A copertura limitata: Per rischi non gravi e per bassa probabilità di accadimento; questi indumenti devono poter essere tolti velocemente in caso di contaminazione (es. camici, giacche). I materiali di tali indumenti sono permeabili all’aria.
  • A copertura completa: Quando l’inquinante ha capacità di penetrazione tramite la pelle ovvero è in grado di intaccare la pelle stessa. Si ricorre ad indumenti alimentati ad aria fino ad arrivare a quelli impermeabili ai gas, in grado di isolare completamente l’operatore dall’ambiente esterno. I materiali di tali indumenti sono impermeabili all’aria.

Schema di classificazione degli indumenti di protezione

Materiali e Livelli di Prestazione

I materiali che costituiscono questi DPI devono garantire proprietà specifiche, come l’impermeabilità e la resistenza al vapore acqueo, a seconda del rischio. Gli indumenti di protezione si possono suddividere anche in sottotipologie diverse che si differenziano, ad esempio, per il genere di rischio da cui ciascuna tipologia protegge e con riferimento al “livello di prestazione”. Tale livello, espresso da numeri, è ottenuto in laboratorio, a seguito di specifiche prove, non necessariamente riferite alle condizioni effettive sul posto di lavoro.

L’indumento di protezione “dovrebbe essere selezionato tenendo conto delle condizioni e dei compiti relativi al processo dell’utilizzatore finale, considerando il rischio implicato e i dati forniti dal fabbricante nella nota informativa in relazione alle prestazioni dell’indumento di protezione contro il pericolo o i pericoli in questione”.

Durata e Tipologie di Utilizzo

Gli indumenti di protezione possono essere classificati anche in base alla loro durata:

  • Riutilizzabili: Possono essere usati, decontaminati, riparati e riutilizzati, essendo costituiti da materiali solitamente traspiranti e molto resistenti agli strappi e alle abrasioni. Forniscono un elevato grado di protezione contro specifici agenti.
  • A uso limitato: Possono essere utilizzati solo per periodi di tempo limitato, fino ad avvenuta contaminazione o necessità di pulizia igienica.
  • Monouso: Devono essere usati una volta sola e poi smaltiti. La nota informativa del costruttore fornisce informazioni specifiche sulle sostanze da cui proteggono. In genere, a fronte di consentire un’ottima gestione, sono fatti con materiale poco resistente agli strappi e alle abrasioni, e poco traspirante.

La differenza tra indumenti monouso e a uso limitato è sottile e viene indicata dal costruttore nella nota informativa, tramite il contrassegno con l’avvertimento ‘Non riutilizzare’.

Oltre ai requisiti dei materiali, altre caratteristiche importanti dei DPI sono: vestibilità, cuciture, tasche, allacciature (cerniere, ecc.), aperture.

Casi Studio: L'Importanza Cruciale dei DPI Adeguati

L’analisi di infortuni professionali, come quelli tratti da INFOR.MO., mette in luce l'importanza cruciale dell'uso di DPI idonei.

Caso 1: Pulizia Industriale ad Altissima Pressione

Un'impresa affida lavori di pulizia industriale mediante tecnica “idrodinamica ad altissima pressione” a una ditta esterna tecnicamente idonea. Il lavoratore, formato sulla sicurezza e sull'uso di attrezzature ad alta pressione, stava eseguendo la pulizia di fasci tubieri di un evaporatore verticale con un flessibile ad alta pressione. Estraendo il flessibile con il getto d'acqua ancora in pressione, il lavoratore viene colpito dal fluido ad alta pressione, subendo lesioni.

Le indagini hanno rivelato criticità significative:

  • Protezione Inadeguata: Il lavoratore indossava un “grembiule 10/28” che proteggeva il corpo ma non le braccia. Il livello di protezione “10/28” offriva una protezione contro una pressione fino a 1.000 bar, mentre le operazioni venivano eseguite con pressioni di almeno 2.200 bar.
  • Mancanza di Misure Preventive: Il rischio di rottura delle manichette in pressione era considerato nel DVR, ma non erano state indicate misure tecniche di prevenzione per impedire l'evento.
  • Procedura Lavorativa Incompleta: La procedura di lavoro non prevedeva soluzioni tecniche atte a mitigare il rischio, come l'ancoraggio del flessibile.

I fattori causali individuati sono stati: l'estrazione del tubo flessibile con getto ancora azionato e la protezione inefficace del DPI, sia per prestazioni inferiori rispetto al rischio che per limitata copertura corporea.

Caso 2: Attività Edile e Ustione da Calcestruzzo

Un lavoratore edile, intento a rifinire manualmente un massetto con una staggia di alluminio (utensile non idoneo), si è procurato un'ustione di II grado agli arti inferiori appoggiando le ginocchia sul calcestruzzo appena gettato.

I fattori causali identificati sono stati:

  • Utilizzo di Utensile Non Idoneo e Posizione Errata: L'uso della staggia di alluminio e l'assunzione di una posizione scorretta hanno contribuito all'incidente.
  • Mancato Utilizzo di Tuta da Lavoro: L'assenza di una tuta da lavoro idonea ha esposto il lavoratore al rischio di ustione.

Questi casi evidenziano come la mancata valutazione accurata dei rischi, la scelta di DPI non adeguati alle specifiche condizioni operative e la carenza di procedure preventive possano portare a infortuni anche gravi.

Gestire l'Iperidrosi e Migliorare la Sicurezza

Gestire l'iperidrosi e ridurre l'imbarazzo sociale richiede un approccio multifattoriale. Per chi soffre di iperidrosi, l'ambiente lavorativo può presentare sfide aggiuntive, soprattutto quando è richiesto l'uso di DPI.

Strategie Pratiche per la Gestione dell'Iperidrosi

  • Deodoranti Antitraspiranti: L'uso di deodoranti antitraspiranti con ingredienti attivi come il cloruro di alluminio può aiutare a ridurre la produzione di sudore. È consigliabile applicarli la sera per massimizzarne l'efficacia.
  • Abbigliamento Adeguato: Optare per tessuti traspiranti come cotone o lino e indossare abiti scuri o con fantasie può aiutare a mascherare le macchie di sudore. L'uso di sottovesti o canottiere assorbenti può trattenere il sudore.
  • Portare Prodotti Assorbenti: Salviette assorbenti, talchi o asciugamani di carta possono essere utili per asciugare rapidamente l'eccesso di sudore.
  • Evitare Stimoli Scatenanti: Ridurre il consumo di caffeina, alcol e cibi piccanti, nonché evitare situazioni stressanti o ansiose, può contribuire a minimizzare i sintomi.
  • Tecniche di Rilassamento: Tecniche come la respirazione profonda, la meditazione o lo yoga possono aiutare a ridurre lo stress e l'ansia che scatenano l'iperidrosi.

Iperidrosi, cosa fare quando si suda troppo? La parola all’esperto

Trattamenti Medici e Supporto

In alcuni casi, i metodi di gestione autonoma potrebbero non essere sufficienti. È consigliabile consultare un dermatologo per discutere delle opzioni di trattamento disponibili, che includono:

  • Terapia con Tossina Botulinica (Botox): Blocca temporaneamente i segnali nervosi che stimolano la sudorazione, con effetti che durano fino a sei mesi.
  • Terapia Iontoforetica: Utilizza una corrente elettrica lieve per bloccare temporaneamente i condotti delle ghiandole sudoripare, particolarmente efficace per mani e piedi.
  • Farmaci Anticolinergici: Possono ridurre la sudorazione, ma richiedono cautela a causa dei possibili effetti collaterali.
  • Interventi Chirurgici: In casi gravi e refrattari, come la simpatectomia toracica.

È inoltre importante cercare supporto emotivo, sia attraverso gruppi di sostegno che con professionisti della salute mentale, e lavorare sull’accettazione di sé.

DPI e Condizioni Climatiche Estreme

L'estate porta con sé sfide particolari per la sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto quando si devono indossare DPI sotto il sole o in ambienti caldi. Il rischio di colpo di calore, irritazioni, sudorazione eccessiva o uso scorretto dei DPI aumenta notevolmente. Durante i mesi estivi aumenta il rischio di stress termico, affaticamento e disidratazione per chi lavora all’aperto o in ambienti chiusi non climatizzati.

I DPI, da obbligo di legge secondo il D.Lgs. 81/2008, possono diventare fonte di disagio e rischio se non scelti e utilizzati correttamente in condizioni di caldo. Il sudore, la polvere e gli agenti esterni possono ridurre drasticamente la protezione offerta dai DPI. L’uso scorretto dei DPI nei mesi caldi è molto frequente perché il calore spinge a togliere o modificare i dispositivi, esponendo a rischi inutili.

Affrontare il caldo nei luoghi di lavoro non è solo buon senso, ma anche un preciso obbligo normativo e di prevenzione. La variazione di temperatura, se avviene in tempi sufficienti per attuare il processo di adattamento, è ben tollerata. Quando invece la temperatura varia improvvisamente, il corpo potrebbe non essere in grado di ripristinare l’equilibrio in tempi rapidi, provocando danni. Ad esempio, con il caldo si nota un aumento di sudorazione, tachicardia, calo di attenzione e prontezza dei riflessi, con aumentata difficoltà a svolgere attività fisiche pesanti. Si può osservare surriscaldamento cutaneo, scottature, spossatezza, nausea, cefalea, vomito, edema, fino alla perdita di coscienza o al collasso.

Ambienti di lavoro severi freddi, come le celle frigorifere, presentano sfide opposte ma altrettanto significative, richiedendo DPI che garantiscano isolamento termico e protezione dall'umidità.

La selezione dell'abbigliamento protettivo, soprattutto in contesti lavorativi con iperidrosi o in condizioni climatiche estreme, richiede un'attenta valutazione dei materiali, della vestibilità e delle specifiche prestazioni richieste per garantire sia la protezione da rischi specifici sia il comfort e la sicurezza dell'operatore.

tags: #esonero #utilizzo #abbigliamento #dpi #per #iperidrosi