Il melanoma, una forma aggressiva di cancro della pelle, continua a rappresentare una sfida significativa per la salute pubblica globale. Nonostante i progressi nella diagnosi precoce e nei trattamenti, la sua incidenza rimane elevata, evidenziando la necessità di un impegno costante nella ricerca e nella prevenzione. In Europa, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro stima circa 62.000 nuove diagnosi di melanoma ogni anno, un dato che sottolinea l'urgenza di un'azione concertata. In Italia, il Veneto emerge come la regione più colpita, registrando 35 casi annuali per 100.000 abitanti, una statistica che richiede attenzione e strategie mirate.

Il Ruolo Cruciale del 5 per Mille nella Ricerca Oncologica
Una delle vie più efficaci per sostenere la lotta contro il melanoma e altre patologie oncologiche è attraverso la destinazione del "5 per mille" delle imposte sul reddito. Questo meccanismo, spesso poco compreso, offre ai contribuenti la possibilità di indirizzare una quota della propria tassazione verso enti e organizzazioni che operano in settori di pubblica utilità, inclusa la ricerca scientifica. È fondamentale comprendere che le diverse opzioni di destinazione del 5 per mille (come il sostegno al volontariato, alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, o alle confessioni religiose) non sono mutuamente esclusive, permettendo così una maggiore flessibilità nell'allocazione dei fondi.
Per i dipendenti e i pensionati, la scelta può essere espressa compilando il modello 730, mentre per i titolari di reddito d'impresa e di lavoro autonomo, il modello Redditi Persone Fisiche offre le medesime opportunità. La Fondazione Melanoma ETS, con il suo codice fiscale 95137520631, rappresenta un esempio di ente che beneficia di questi contributi. L'indicazione è semplice: inserire il codice fiscale della Fondazione e la propria firma nella prima casella del riquadro dedicato al "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale". Questo gesto, apparentemente piccolo, si traduce in un sostegno concreto per campagne di prevenzione, informazione e, soprattutto, per la ricerca scientifica volta a comprendere e combattere tumori gravi come il melanoma.

L'Immunoterapia e la Sfida del Melanoma Metastatico
Il fulcro di un ambizioso programma di ricerca, guidato dalla Dottoressa Maria Rescigno, ricercatrice presso l'Humanitas Research Hospital di Rozzano, è l'immunoterapia, una frontiera rivoluzionaria nel trattamento del cancro. Il suo team, composto da otto gruppi di ricerca distribuiti in tre centri d'eccellenza (Humanitas, Università del Piemonte Orientale e Istituto Pascale di Napoli), sta lavorando intensamente per superare le attuali limitazioni di questa promettente strategia terapeutica. Il progetto è reso possibile grazie al sostegno cruciale dell'AIRC, ottenuto tramite il secondo bando "5 per mille" specificamente dedicato allo studio delle metastasi.
L'immunoterapia ha già trasformato la prognosi di tumori precedentemente considerati incurabili, agendo attraverso l'attivazione del sistema immunitario del paziente contro le cellule neoplastiche. I farmaci basati sugli inibitori dei checkpoint immunitari, ad esempio, rimuovono i "freni" che impediscono al sistema immunitario di riconoscere e attaccare il tumore. Tuttavia, una quota di pazienti non risponde a questi trattamenti, rappresentando una sfida clinica di primaria importanza. La Dottoressa Rescigno e il suo gruppo si dedicano allo sviluppo di un vaccino terapeutico mirato, con l'obiettivo di stimolare una risposta immunitaria efficace anche in questi pazienti refrattari. Questa strategia innovativa mira ad aumentare significativamente l'efficacia terapeutica complessiva.
Cos’è l’immunoterapia oncologica e cosa fa
Sviluppo di Vaccini Terapeutici: Un Percorso Innovativo
L'obiettivo primario del programma di ricerca guidato dalla Dottoressa Rescigno è quello di valutare, attraverso rigorosi studi clinici, l'efficacia di nuovi vaccini terapeutici somministrati a pazienti affetti da melanoma e sarcoma metastatici. Lo scopo è potenziare la risposta immunitaria in modo mirato. Nel corso dei sette anni di durata del programma, analisi approfondite a livello molecolare e cellulare permetteranno di decifrare i complessi meccanismi con cui alcuni tumori resistono ai trattamenti immunoterapici e chemioterapici. Comprendere queste resistenze è fondamentale per sviluppare terapie più efficaci e personalizzate.
La raccolta di informazioni, resa possibile dall'uso di tecnologie d'avanguardia e analisi multi-livello (molecolare e cellulare), porterà all'identificazione di nuove molecole che potranno essere impiegate nello sviluppo di vaccini terapeutici sempre più specifici ed efficaci. Il programma beneficia di una base solida grazie ai contributi del "5 per mille", che consentono di finanziare queste ricerche pionieristiche. Studi pregressi hanno già permesso al gruppo di individuare nuovi metodi per selezionare peptidi antigenici, molecole essenziali per innescare una risposta immunitaria mirata contro melanoma e sarcoma. Queste scoperte sono pietre miliari nello sviluppo di vaccini terapeutici specifici, attualmente in fase di valutazione in studi clinici avviati nell'ambito del programma.
Potenziamento delle Terapie Oncologiche Standard
Gli inibitori dei checkpoint immunitari (ICP) sono efficaci solo in presenza di un numero adeguato di cellule immunitarie attive contro il tumore. "Se però queste cellule immunitarie non ci sono, o sono troppo scarse, le terapie non possono essere efficaci", spiega la Dottoressa Rescigno. Per affrontare questa limitazione, il programma prevede studi clinici innovativi che combinano vaccini terapeutici con ICP.
In un primo studio clinico, verrà esaminato l'effetto di un vaccino terapeutico in pazienti con melanoma metastatico, seguito da trattamenti con ICP come il nivolumab. Questo approccio mira a "preparare il terreno" immunitario, rendendo le cellule tumorali più suscettibili all'attacco mediato dagli ICP. Un secondo studio si concentrerà sul sarcoma, una patologia tradizionalmente trattata con chemioterapia. L'obiettivo è rafforzare l'approccio standard incrementando la risposta immunitaria contro il tumore. "Anche in questo secondo caso vogliamo dare forza alla terapia standard creando una base immunitaria più attiva contro il tumore", afferma la ricercatrice.

Monitoraggio Intensivo e Resilienza nella Ricerca
I partecipanti agli studi clinici saranno sottoposti a un rigoroso "immuno-monitoring", un monitoraggio approfondito del sistema immunitario. Verranno analizzate sia la risposta dei linfociti T citotossici, cellule fondamentali nell'eliminazione delle cellule tumorali, sia la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B. Saranno inoltre valutate le cellule del sistema immunitario innato, come i macrofagi, che giocano un ruolo complesso nell'ambiente tumorale.
La ricerca, per sua stessa natura imprevedibile, richiede un elevato grado di resilienza e flessibilità. Le strategie devono essere costantemente adattate in base ai risultati ottenuti e ai cambiamenti dello scenario scientifico. La filosofia del programma è quella di procedere per gradi: si parte da un protocollo basato sulle conoscenze attuali, ma si mantiene un monitoraggio costante delle risposte per apportare tempestivamente le modifiche necessarie a migliorare le strategie terapeutiche. Non è un caso che il programma includa anche un "piano B", una strategia alternativa da attivare qualora i primi risultati della sperimentazione clinica non fossero soddisfacenti.
Nuove Opzioni Terapeutiche e Prospettive Future
Un vaccino terapeutico, come quello studiato in questo programma, rappresenta una potenziale nuova opzione terapeutica per pazienti affetti da melanoma e sarcoma metastatici che non rispondono o rispondono in modo incompleto alle terapie attualmente disponibili. Inoltre, i dati raccolti dal monitoraggio immunitario forniranno ai medici informazioni preziose per identificare i pazienti che potrebbero trarre maggior beneficio dal trattamento. Queste conoscenze potranno anche guidare l'affiancamento di altre terapie alle combinazioni attuali, personalizzando ulteriormente l'approccio terapeutico.
I vaccini terapeutici utilizzati nello studio sono stati sviluppati a partire dall'analisi di diversi tipi di cellule tumorali in coltura. Questo ha permesso di identificare molecole comuni a diverse forme dello stesso tipo di cancro, aprendo la strada allo sviluppo di vaccini terapeutici "universali", utilizzabili da tutti i pazienti con un determinato tumore (come il melanoma). Questa metodologia potrà essere estesa per creare vaccini terapeutici anche per altri tipi di cancro.

Progressi Recenti e Sfide Specifiche nel Sarcoma
Ad aprile, sono stati compiuti progressi significativi nello sviluppo preclinico del vaccino per i pazienti affetti da melanoma. È stata completata una serie di attività fondamentali per l'introduzione clinica di questo trattamento innovativo, inclusa la definizione della solubilità e della stabilità del vaccino. L'entusiasmo dei gruppi di ricerca ha permesso di avanzare rapidamente in tutti gli aspetti preclinici pianificati. Sono stati inoltre identificati diversi marcatori in grado di predire la risposta dei pazienti alla terapia immunologica e la loro propensione a sviluppare resistenza ai farmaci.
Sul fronte dello sviluppo del vaccino contro il sarcoma, si sta procedendo alla caratterizzazione dei pazienti affetti da sarcoma dei tessuti molli e del loro repertorio antigenico. Il sarcoma dei tessuti molli è una patologia estremamente complessa, comprendente almeno 50 sottotipi distinti, che presenta sfide uniche nel trattamento e nella gestione degli effetti a lungo termine sui pazienti. Tutte le unità di ricerca coinvolte nel consorzio stanno unendo le proprie competenze per affrontare questa complessità.
I sarcomi vengono studiati da diverse prospettive. Si esamina il microbiota intratumorale, il metaboloma (l'insieme delle molecole prodotte dalle reazioni cellulari) e l'ambiente immunologico sia tumorale che periferico. L'obiettivo è correlare tutti questi dati con i diversi sottotipi di sarcoma e con la risposta alla terapia. Unità di ricerca di base e traslazionale stanno valutando l'efficacia del vaccino attraverso un immuno-monitoraggio accurato di diversi aspetti: delle cellule B che producono anticorpi (Marinos Kallikourdis, Istituto Humanitas di Rozzano-Milano); delle cellule T citotossiche che riconoscono e uccidono le cellule tumorali (Enrico Lugli, Humanitas); del microambiente tumorale, con particolare attenzione ai macrofagi e neutrofili "corrotti" che aiutano il tumore a crescere (Diletta Di Mitri, Humanitas, e Antonio Sica, Università del Piemonte orientale); e del microbiota, che ha un ruolo fondamentale sull'efficacia della terapia (Maria Rescigno, Humanitas). Il gruppo di ricerca valuterà anche la presenza dei peptidi del vaccino nel sangue dei pazienti trattati e identificherà nuovi peptidi per migliorare la vaccinazione (Marcello Manfredi, Università del Piemonte orientale).
La Forza della Collaborazione e dell'Innovazione
La Dottoressa Ascierto sottolinea come "le diverse professionalità ed esperienze si uniscono nell'unico obiettivo di migliorare il beneficio a lungo termine dei pazienti". La Dottoressa Di Mitri descrive il programma AIRC "5 per mille" come "la sintesi della ricerca medica, in quanto riesce a combinare spunti personali e spirito di squadra, autonomia e integrazione di competenze, esperienza e innovazione, esplorazione dei meccanismi di base e scoperta traslazionale". Il Dottor Kallikourdis aggiunge che il programma "sta diventando un'esperienza unica, in quanto ha permesso una convergenza di linee di ricerca di diversi gruppi, con loro interessi scientifici complementari ma distinti, verso un obiettivo comune con reali possibilità di impatto per i pazienti".
Maria Rescigno, nata a Napoli, ha conseguito la laurea in biologia nel 1990 all'Università di Milano. Dal 1991 al 1994 ha lavorato all'Università di Cambridge, nel Dipartimento di biochimica, come visiting scholar. Dal 1995 al 1999 ha lavorato al CNR, dove ha conseguito il suo PhD in farmacologia e tossicologia. Dal 1999 al 2001 ha lavorato all'Università di Milano-Bicocca, specializzandosi in biotecnologia applicata. Dal 2001 al 2017 è stata direttore dell'Unità di ricerca sulle cellule dendritiche e immunoterapia nel Dipartimento di oncologia sperimentale all'Istituto Europeo di Oncologia (IEO). Dal 2008 al 2013 è stata inoltre visiting professor all'Università di Oslo.
Grazie alle donazioni dei cittadini, la Fondazione Melanoma è in grado di affrontare quotidianamente la malattia attraverso molteplici attività che spaziano dalla ricerca, alle campagne informative di prevenzione, alla formazione. I modelli per la dichiarazione dei redditi (CU, 730 e UNICO) contengono uno spazio dedicato al 5xmille. Indicare la propria scelta è fondamentale per continuare a finanziare progetti di ricerca che hanno il potenziale di salvare vite umane. Le donazioni possono essere effettuate anche tramite bonifico bancario in favore di Fondazione Melanoma Onlus, presso Banca Passadore & C.