L'arte contemporanea è un universo complesso, spesso caratterizzato da dinamiche che vanno oltre la mera abilità tecnica. La figura di Nives Guidi emerge in questo contesto come un punto di riferimento, le cui riflessioni toccano temi cruciali come la paternità intellettuale nel processo creativo, il ruolo della tecnologia nell'arte e la persistente vitalità della scultura. Le sue dichiarazioni offrono uno spaccato interessante sul dibattito artistico attuale, mettendo in luce tensioni e prospettive in evoluzione.
La Controversia Cattelan-Druet: Autore vs. Esecutore
Uno degli argomenti più dibattuti sollevati riguarda la disputa legale tra Maurizio Cattelan e il suo scultore, Davide Draperi (qui identificato come Druet), creatore materiale di alcune delle sue opere. La questione centrale è chi detenga la vera paternità artistica: l'ideatore del concept o l'esecutore della forma fisica.

Secondo una prospettiva critica, Cattelan è nel giusto. Draperi, pur avendo dimostrato grande abilità nel concretizzare le idee dell'artista, avrebbe svolto il ruolo di un "bravo artigiano". La sua frustrazione, sebbene umanamente comprensibile, è considerata "totalmente inutile" in un sistema dove la sua opera è stata commissionata e pagata. L'argomentazione sostiene che Cattelan non ha copiato Draperi, ma ha semplicemente commissionato lavori a un professionista esperto, un ceroplasta che lavora per un museo delle cere. La bravura tecnica, in questo universo cinico e fatuo dell'arte contemporanea, viene vista come un "difetto", poiché contano maggiormente la provocazione, il sensazionalismo mediatico e l'appartenenza a determinati circoli. I ceroplasti o i tassidermisti che lavorano per Cattelan, così come gli artigiani carrarini che realizzano sculture per artisti come Marc Quinn basandosi su rendering inviati da migliaia di chilometri, sono destinati all'anonimato. Questi ultimi, tuttavia, sembrano accettare la situazione, incassando e fatturando senza sollevare obiezioni, a differenza di Draperi.
La Biennale di Venezia: Tra Organizzazione e Impatto
La discussione si sposta poi sulla recente Biennale di Venezia, confrontando la rassegna ufficiale con i grandi eventi collaterali organizzati in contemporanea. La Biennale viene descritta come un'esposizione "oggettivamente ben fatta, ordinata, pulita, politicamente corretta, multietnica", capace di non scontentare nessuno, se non coloro che non vi partecipano. Il suo vantaggio principale risiede nella sua fugacità: "si dimentica in fretta".
Questo giudizio contrasta con l'impatto duraturo di artisti come Kiefer o Dumas, le cui opere sembrano lasciare un segno più profondo. Un evento collaterale della Biennale, "Venezia Madre della Repubblica" di Startè, viene citato come una creazione di Nives Guidi stessa, legata al concetto di "Free State Of Art".
"Free State Of Art": Un'Utopia Anarchica e Tecnologica
L'idea di "Free State Of Art" viene definita come un'utopia, un "falansterio di artisti" che aspirano a vivere in pace con il mondo esterno, sebbene non con se stessi. Si tratta di uno "stato, una repubblica libera e autogovernata", con un "profumo di una società anarchica". Questa visione si concretizza in una fiera che mira a valorizzare una lingua artistica che, pur fingendo di essere morta, è in realtà immortale.

La prospettiva contemporanea, secondo Guidi, è intrinsecamente tridimensionale. Nonostante la realtà virtuale sia ormai onnipresente, la prospettiva tradizionale "ci ha ingannato abbastanza". La tecnologia attuale ci trasporta in "dimensioni plurime", e una fiera che espone sia il marmo che il silicio rappresenta un esempio di questa evoluzione affascinante.
La Scultura nell'Era Digitale: Resistenza e Ritorno alla Materia
La scultura, più di altre discipline artistiche, sembra aver sofferto la tendenza alla "smaterializzazione dell'arte". Tuttavia, si nutrono speranze per il suo futuro, poiché si avverte un ritorno al "corpo, alla fisicità, ad una dimensione plastica dell'arte".
Il digitale, con la sua intrinseca "sudditanza rispetto alla materia insopportabile", tende a creare "uniformità, conformismo, immagini stereotipate". L'apertura di un programma di intelligenza artificiale, a detta di Guidi, è motivo di riso. La corsa agli NFT viene bollata come una "moda sciocca e fatua" di chi cerca la novità nella tecnologia anziché nelle idee. Inoltre, viene sollevata una questione etica e ambientale: il consumo energetico per produrre "copie di copie" è considerato immorale. Viene citato l'esempio del consumo annuale di energia di Ethereum, paragonabile a quello del Pakistan, evidenziando come i notai, in confronto, consumino meno.
L’arte nell’era della gravità quantistica e della cosmologia multimessaggera | Luca Pozzi | TEDxRoma
Consigli per Artisti, Critici e Curatori di Scultura
A chi intende dedicarsi alla scultura, Guidi suggerisce un percorso di viaggio per immergersi nelle radici della disciplina: Pompei, l'Acropoli, Granada sono solo alcuni punti di partenza. Critica la giovane critica d'arte, che sembra credere che l'arte sia nata con l'Arte Povera, dimostrando una scarsa capacità di lettura delle opere, anche con l'ausilio di audioguide, figuriamoci di sculture complesse come quelle di Giacometti.
Si fa riferimento a Damien Hirst e al suo "Naufragio dell'Incredibile", descritto come una "storia del mondo in cento oggetti". La "plasticità ha dominato la ricerca di verità da parte dell'uomo". L'uso degli occhiali 3D per guardare un film viene paragonato all'arte che scimmiotta la realtà in modo banale. Gli artisti che inseguono le tecnologie senza avere nulla di sostanziale da dire sono visti con commiserazione: "Poveretti".
Progetti Futuri e Omaggio a Fluxus
Il futuro di Nives Guidi è denso di impegni. Un programma di mostre per i prossimi tre mesi include artisti come Vasco Bendini e Giuseppe Veneziano, progetti di Public Art e il collezionismo in Alto Adige. È in definizione una mostra a Palermo, e si auspica un ritorno a lavorare in Sicilia.
Un progetto significativo è la commemorazione dei 60 anni di Fluxus, definita "l'ultima avanguardia degna di questo nome". L'anno prossimo, inoltre, vedrà la luce a Pavia un "grande e visionario" progetto sulla morte, benedetto da sant'Agostino.
L'elenco di società e cooperative menzionato nel materiale fornito, sebbene apparentemente slegato dal contesto artistico, potrebbe rappresentare un riferimento a entità con cui Nives Guidi o gli artisti con cui collabora hanno avuto interazioni, forse legate a sponsorizzazioni, produzione o aspetti logistici di mostre e progetti. La menzione di "LATT.SOC." (Latte Società Cooperativa), "AGR. BIOLOGICI CON.FA.BI." (Agricoltura Biologica Consorzio), "COOP.AGR.SER. E APPR." (Cooperativa Agricola Servizi e Approvvigionamenti), "CANT. SOC." (Cantina Sociale) e altre simili, suggerisce un legame con il tessuto produttivo e cooperativo del territorio, che a volte può intrecciarsi con iniziative culturali, soprattutto in contesti che valorizzano il legame tra arte, territorio e comunità. Ad esempio, alcune cooperative potrebbero aver supportato eventi artistici o aver fornito materiali per installazioni. La presenza di "STALLA SOC." (Stalla Società Cooperativa) potrebbe indicare un legame con il settore zootecnico, anch'esso potenzialmente interessato a progetti artistici che esplorano la relazione tra uomo, natura e produzione. La varietà di queste entità, dalle banche (B.N.L., POP., B.N.A., C.R.A., C.R.T., B.P.C., B.P.L., B.N. COMM.& FIN.) alle associazioni agricole, evidenzia un'ampia rete di possibili collaborazioni e interconnessioni che potrebbero caratterizzare il percorso di un artista o di un'istituzione culturale che opera in un territorio dinamico. Le liste di garanzie escluse dall'accollo, inoltre, pur essendo documenti di natura prettamente finanziaria e legale, potrebbero indirettamente riflettere la complessità delle relazioni economiche e operative sottese alla realizzazione di grandi progetti artistici.