Prodotti Skincare Genderless: Oltre il Genere, la Cura della Pelle per Tutti

Il mondo della cosmesi e del make-up sta vivendo una profonda trasformazione, con un crescente movimento verso una bellezza senza confini di genere. Questo cambiamento, spesso definito "genderless beauty", non è una semplice tendenza passeggera, ma rappresenta una vera e propria dichiarazione di indipendenza dai codici binari imposti dal marketing e dalle convenzioni sociali radicate nel tempo. Si tratta di un modo nuovo e più autentico di prendersi cura di sé, focalizzato sulle esigenze intrinseche della pelle piuttosto che sull'identità di genere di chi la utilizza. Il concetto di make-up genderless sta guadagnando sempre più spazio, permettendo a chiunque, indipendentemente dall’identità di genere, orientamento sessuale o età, di esprimere sé stesso attraverso il trucco e la cura della pelle.

Un Viaggio Storico: Dalla Neutralità di Genere al Biforcazione

Sorprendentemente, l'idea di una cura della pelle e di un trucco "gender-neutral" o "unisex" non è affatto nuova. Ai tempi dell’Antico Egitto, ben 5000 anni fa, il makeup e la skin care erano praticati da tutti, uomini e donne, senza distinzioni di genere. Questo approccio è stato mantenuto dai Persiani e anche dai Romani. Fa strano immaginarlo, visto che ce li immaginiamo dei machi rozzi e muscolosi, ma i soldati dell’Antica Roma usavano i cosmetici, e avevano adattato alla propria epoca le tecniche degli antichi egizi semplicemente per mostrare la loro vanità. Fu nel Medio Evo, epoca buia per qualsiasi cosa, che il mondo del beauty smise di essere unisex. La chiesa iniziò a bollare l’uso del makeup e della skincare come qualcosa di immorale e peccaminoso. Da allora, per secoli, la cura di sé è stata associata esclusivamente al femminile. Gli uomini che mostravano interesse verso la bellezza erano guardati con sospetto. Questa differenziazione dei prodotti alla quale siamo abituati è principalmente una questione di marketing, che come tutte le strategie di comunicazione affonda le proprie radici in un fatto culturale.

Illustrazione di antichi Egizi che si truccano

La Pelle: Un Organo Senza Generi, Ma con Peculiarità

Nonostante la storia e il marketing abbiano cercato di creare una netta divisione, la realtà biologica ci dice altro. La pelle maschile e quella femminile presentano alcune differenze strutturali e fisiologiche, principalmente dovute a fattori ormonali. La pelle degli uomini è tendenzialmente leggermente più sebacea, quindi più grassa, e può apparire meno delicata. Questo è dovuto in parte alla maggiore presenza di ormoni sessuali androgeni che influenzano la produzione di sebo. Inoltre, la cute maschile è più spessa di circa il 20% di quella femminile, e il collagene, che contribuisce a mantenerla compatta, negli uomini diminuisce a una velocità costante, mentre nella pelle femminile il calo è più brusco dopo la menopausa.

Tuttavia, queste differenze non implicano la necessità di prodotti radicalmente distinti. Siamo tutti individui unici, e anche all'interno dello stesso genere esistono significative variazioni. Ci sono donne con la pelle più grassa di altre, così come uomini con pelle secca o sensibile. La vera personalizzazione nella cura della pelle non risiede nel genere, ma nelle caratteristiche specifiche di ogni cute. La pelle degli uomini e delle donne, infatti, ha esattamente gli stessi bisogni fondamentali: detersione, idratazione e ingredienti antietà. Un detergente schiumoso, un tonico esfoliante o una crema per pelli miste possono tranquillamente essere utilizzati da entrambi, a patto che siano formulati per rispondere alle esigenze specifiche di quella tipologia di pelle. Il risultato? L’inclusività significa oggi anche rivolgersi a tutti e far sentire tutti accettati in un determinato settore, in questo caso il beauty: anche gli uomini possono fare la skincare senza venire sviliti.

Diagramma comparativo della pelle maschile e femminile

Genderless Beauty: Libertà di Espressione e Cura Autentica

I brand che abbracciano la filosofia genderless pongono al centro la libertà di espressione, creando prodotti versatili e adatti a tutte le persone. Questo approccio supera la distinzione di genere, eliminando etichette come "per lui" o "per lei". Si focalizza invece sulla formula e sulla sua efficacia, comunicando attraverso immagini di corpi reali e parlando di benessere, piuttosto che aderire a stereotipi estetici predefiniti. Non servono 15 prodotti diversi; serve una routine adatta a te, ai tuoi ritmi, alla tua pelle. E se un siero con niacinamide o un olio corpo sensoriale funziona, funziona per chiunque.

Tra i brand che stanno sostenendo questo cambiamento, Astra Make-Up si distingue per il suo impegno concreto nell’inclusività, promuovendo un messaggio positivo contro ogni forma di discriminazione. I suoi fondotinta, ombretti e rossetti sono progettati per adattarsi a tutte le tipologie di pelle e per essere utilizzati da chiunque desideri dare forma alla propria identità. Giulia Gunnella, Marketing Coordinator & Art Director di Astra Make-Up, afferma con convinzione: “Siamo fortemente convinti che ogni persona, indipendentemente dall’identità di genere, dall’orientamento sessuale e dall’età, debba essere trattata con rispetto e dignità. Crediamo che la bellezza risieda proprio nella diversità: nell’affermazione della propria identità e nell’amore per sé stessi.” Questa dichiarazione riflette l’impegno di Astra Make-Up nell’includere tutte le persone, dando loro l’opportunità di scegliere il make-up che meglio rappresenta chi sono, senza la necessità di adattarsi a canoni predefiniti. L’inclusività diventa quindi un impegno quotidiano, che si traduce in azioni concrete come il supporto attivo alla comunità LGBTI+ e una visione più ampia della bellezza, che va oltre le convenzioni sociali.

Altri brand che stanno sostenendo questo cambiamento includono Audrer, brand italiano di prodotti naturali di cosmesi fondato dalla nota influencer e imprenditrice Giulia De Lellis, che con il suo anagramma di "ardore" celebra l'autenticità. Fenty Beauty di Rihanna ha introdotto una vasta gamma di tonalità per adattarsi a tutti i toni di pelle, e M.A.C. Cosmetics ha sempre abbracciato il concetto di gender-fluidity nel make-up. Anche brand come YA.BE si posizionano chiaramente in questa direzione, con il loro manifesto: “La nostra gamma è strutturata attorno a un principio semplice: identifica le caratteristiche della tua pelle (secca, sensibile, con imperfezioni, matura) e scegli i 3-4 prodotti essenziali che rispondono a quelle esigenze. Il tuo genere? Irrilevante. I risultati? Per gli uomini, dedicare attenzione alla zona del contorno occhi è assolutamente importante, perché è una parte del volto molto delicata e che tende fin troppo spesso a essere trascurata.”

La genderless beauty non è neutralità; spesso si confonde il termine “genderless” con un’assenza di identità. Ma è il contrario. Genderless è piena identità, in cui ogni sfumatura trova spazio. Non è un beige piatto. La pelle non giudica. In un tempo in cui la libertà è ancora un privilegio, ogni gesto che si sottrae al giudizio diventa un atto politico. La bellezza genderless non è solo skincare. È rispetto. È respiro. È un modo nuovo di dirsi: “Mi prendo cura di me. A modo mio.”

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Oltre il Packaging: La Sostanza Conta

Le strade prese dal mercato beauty sono due: da una parte linee e brand al maschile, con colori connotativi come blu, nero, grigio, dall’altra invece quelli genderless, stavolta sui toni naturali del marrone e del verde, oppure bianco, molto amato dall’estetica minimal tanto di tendenza. Tuttavia, la vera rivoluzione non sta solo nel packaging, ma nelle formulazioni. La Rivelazione: Non si tratta solo di un packaging differente ma proprio di formule a composizioni. Non esiste un acido ialuronico da donna o da uomo! Un siero con vitamina C per un effetto luce universale è utile su incarnati spenti o irregolari, a prescindere dal genere. Un Cleansing Balm, un burro struccante e purificante, è perfetto per ogni pelle, anche sensibile. Una Maschera Detox è indicata per pelle impura, affaticata, spenta. In media, ci sono differenze ormonali e strutturali, ma la vera personalizzazione non è il genere. Che tu sia uomo, donna, non binario, queer, non importa. Importa che la tua pelle respiri, si rigeneri, trovi equilibrio.

La distinzione dei prodotti da uomo o da donna è quindi solo una trovata di marketing, figlia di un retaggio culturale che ci portiamo dietro da secoli. Poi, ovviamente, ci sono prodotti pensati per esigenze che sono tipicamente femminili o maschili, tipo i prodotti da barba ad esempio, che rispondono a necessità specifiche e non a una generalizzazione di genere. Ma per la cura quotidiana della pelle, la domanda fondamentale da porsi è: che pelle ho? Quando hai trovato la risposta, cerca un prodotto pensato per quel tipo di pelle.

Esempi di packaging di prodotti skincare genderless

Verso una Parità Culturale: Sfide e Prospettive

Nonostante il crescente impegno dei brand cosmetici nell’abbracciare una bellezza senza barriere di genere, la realtà resta spesso distante dai messaggi di inclusività che promuovono. La violenza di genere, il bullismo e le discriminazioni contro chi non si conforma agli stereotipi tradizionali sono ancora una triste realtà, soprattutto tra i più giovani. Il film "Il ragazzo con i pantaloni rosa" (2023) mette in evidenza come, nonostante i progressi nel mondo della moda e del beauty, le pressioni sociali e il pregiudizio di genere siano ancora fortemente radicati. Questo contrasto tra il messaggio di libertà e la realtà quotidiana solleva una domanda cruciale: cosa manca ancora per arrivare davvero alla parità di genere?

La risposta risiede nel fatto che la parità non riguarda solo il superamento delle barriere per le donne, ma deve essere un processo che coinvolge entrambi i sessi. Gli uomini, in particolare, devono essere liberi di esprimere le loro emozioni, di sfidare gli stereotipi di “virilità” e di scegliere liberamente come vestirsi o quali prodotti utilizzare per la propria cura personale, senza temere il giudizio o l’emarginazione. La parità di genere non è solo una questione di opportunità lavorative o sociali, ma riguarda anche un cambiamento culturale profondo. Fino a quando non ci sarà una vera accettazione della diversità di espressione per tutti, indipendentemente dal genere, non potremo dire di aver raggiunto la piena uguaglianza.

Sì, la pelle degli uomini è leggermente diversa da quella delle donne. Questo è dovuto tendenzialmente alla quantità di ormoni. La pelle degli uomini è leggermente più sebacea, quindi più grassa ed è meno delicata. Quindi, in teoria, una distinzione si potrebbe fare. Ma in realtà siamo tutti diversi e anche tra il gentil sesso ci sono donne con la pelle più grassa di altre. La distinzione dei prodotti da uomo o da donna è quindi solo una trovata di marketing, figlia di un retaggio culturale che ci portiamo dietro da secoli. Poi, ovviamente, ci sono prodotti pensati per esigenze che sono tipicamente femminili o maschili, tipo i prodotti da barba ad esempio. Quindi a prescindere che tu sia uomo o donna, quando cerchi un prodotto per la skincare fatti una semplice domanda: che pelle ho? Quando hai trovato la risposta, cerca un prodotto pensato per quel tipo di pelle. Certo, non tutti, perché comunque è molto probabile che le nostri pelli non siano uguali per tipologia (probabilmente lui avrà una pelle più grassa). Probabilmente però un detergente schiumoso andrà bene per lavare il viso di entrambi, così come un tonico esfoliante e una crema pelli miste. Insomma, credo che dopo tanti decenni di battaglie delle femministe, sia finalmente arrivato il momento di capire che gli uomini e le donne sono uguali, anche in termini di skincare. E se anche la skincare nel suo piccolo può aiutare a far capire che dopotutto non siamo così diversi, ben venga.

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