Il Fico d'India e il Fico: Guida Completa alla Raccolta, Coltivazione e Proprietà

Il fico d'India, scientificamente noto come Opuntia ficus-indica, è una pianta affascinante e ricca di storia, le cui origini affondano nel continente americano. La sua presenza si è diffusa ampiamente nell'area mediterranea, prediligendo terreni rocciosi e ambienti soleggiati. Questo frutto, noto per il suo sapore intenso e la ricchezza di fibre, vitamine e sali minerali, è stato a lungo considerato non solo un alimento nutriente, ma anche un alleato per la salute, capace di contribuire al controllo del peso corporeo, della glicemia e del colesterolo.

Pianta di fico d'India in fiore e con frutti

Il fico d'India appartiene alla famiglia delle Cactaceae e il suo frutto, una bacca commestibile, si presenta inizialmente di colore verde per poi assumere tonalità rosse o gialle a maturazione. La sua composizione nutrizionale è notevole, vantando un'alta concentrazione di calcio, fosforo, vitamina C e altri sali minerali essenziali. Oltre al consumo fresco, i frutti del fico d'India trovano impiego nella produzione di marmellate, succhi e liquori, arricchendo la gastronomia con il loro gusto distintivo.

Tuttavia, la raccolta di questi frutti richiede attenzione a causa della presenza di piccole e insidiose spine, chiamate glochidi, che possono causare fastidio e irritazione al contatto con la pelle. Storicamente, la raccolta avveniva con l'ausilio di strumenti come il machete o il falcetto, tagliando il frutto e facendolo cadere in un contenitore. Oggi, metodi più sicuri prevedono l'uso di coltelli e contenitori dedicati, sempre accompagnati dall'indispensabile uso di guanti protettivi. Per raggiungere i frutti più in alto, si possono impiegare svettatoi, ai quali è possibile legare un barattolo di raccolta.

Strumenti e Tecniche per una Raccolta Sicura

Per affrontare la raccolta dei fichi d'India in modo sicuro ed efficiente, esistono diversi attrezzi e tecniche. Uno strumento meno conosciuto ma efficace è il "coppo", composto da due tubi metallici cavi a forma di tronco di cono con un cilindro vuoto centrale per l'applicazione di un'asta. Inserendo il frutto nei coni e applicando pressione con l'asta, si favorisce il distacco. È fondamentale scegliere un cono di dimensioni adeguate al frutto per garantire un taglio preciso. Una volta staccato, il fico viene fatto scivolare nel secchio di raccolta senza essere rimosso dal coppo.

Utensile

Un accorgimento importante per minimizzare il rischio legato alle spine volatili è la raccolta mattutina, quando l'umidità della rugiada aiuta a mantenerle aderenti al frutto. È altresì consigliabile evitare giornate ventose e, qualora inevitabile, utilizzare protezioni aggiuntive come mascherine e occhiali.

Per chi desidera una soluzione fai-da-te, è possibile costruire un attrezzo con canne, pietre e spago. Questo metodo prevede la preparazione di una canna lunga, incisa alla base per creare quattro spicchi, in cui viene inserita una pietra. L'apertura creata dalla pietra allargata viene poi fissata con lo spago. Un processo simile viene ripetuto per una canna più corta. L'attrezzo così composto permette di afferrare il frutto con un movimento dal basso verso l'alto. Dopo la raccolta, una pulizia grossolana con una scopetta di frasche aiuta a rimuovere le spine più superficiali.

La Preparazione e il Consumo del Fico d'India

La fase successiva alla raccolta è la sbucciatura, che richiede sempre cautela. L'immersione dei fichi d'India in acqua fredda per circa un'ora, seguita da un mescolamento con un mestolo forato e cambi d'acqua ripetuti, aiuta a far cadere la maggior parte delle spine. Successivamente, utilizzando un tagliere e un coltello affilato, si tagliano le due estremità del frutto. Si pratica un'incisione superficiale lungo tutta la lunghezza e, con l'aiuto del coltello, si solleva la buccia.

Il Fico: Un Frutto Antico e Versatile

Spostandoci su un altro frutto iconico del Mediterraneo, il fico (Ficus carica), scopriamo una pianta che ha ricoperto un ruolo fondamentale nella storia e nella cultura delle popolazioni di queste regioni. Originario del Caucaso e delle regioni del Mar Nero, con radici storiche che affondano nella Caria, in Asia Minore, il fico è stato un alimento prezioso fin dall'antichità. La sua importanza è testimoniata da presenze nella Bibbia e nelle leggende, come quella di Romolo e Remo allattati all'ombra di un fico.

Albero di fico con frutti maturi

La pianta del fico è nota per la sua rusticità, longevità e resistenza. Con la sua silhouette cespugliosa e le ampie foglie, offre ombra e frescura. È una specie tipicamente mediterranea, che tuttavia può soffrire il freddo intenso, rendendo necessaria la coltivazione in posizioni riparate nelle regioni settentrionali. Resiste bene in Pianura Padana se esposta a Sud e protetta dai venti gelidi, soprattutto a fine inverno. Temperature inferiori ai -10°C possono compromettere seriamente la pianta, con possibilità di ricaccio dalla base. La pioggia, in terreni privi di drenaggio, può favorire la marcescenza dei frutti quando la pianta è carica.

Il lattice bianco emesso dalle foglie e dai frutti immaturi del fico può avere effetti irritanti sulla pelle, smentendo la leggenda che lo lega all'abbronzatura. In caso di contatto, è consigliabile l'uso di creme lenitive.

Coltivazione e Potatura del Fico

Il fico si adatta bene a terreni sassosi, ciottolosi, sciolti e poveri, ma evita quelli argillosi e impermeabili. Pur essendo resistente alla siccità, irrigazioni estive favoriscono la produzione di frutti di buona pezzatura. Nelle fasi giovanili, un concime organico supporta la crescita, mentre per le piante mature è meno essenziale. In condizioni di scarso drenaggio, possono presentarsi virosi o marcescenze radicali.

Il fico non ama potature drastiche; si consiglia di rimuovere solo rami rotti e secchi. La potatura è un'operazione cruciale per mantenere la forma, la vigoria, favorire la produzione e prevenire malattie. Si distinguono tre tipi principali:

  • Potatura di formazione: Eseguita nei primi anni, mira a indirizzare la crescita verso una forma desiderata, come il vaso globoso o il cespuglio. Si effettua in inverno, lasciando gemme apicali per favorire lo sviluppo di un fusto principale e branche.
  • Potatura di produzione: Si esegue quando la pianta è matura e produce regolarmente. In estate, dopo la raccolta, si tagliano i rami che hanno fruttificato, lasciando gemme per la produzione dell'anno successivo. Si eliminano anche rami secchi, malati o che crescono verso l'interno.
  • Potatura di mantenimento: Intervento periodico per eliminare rami in eccesso o danneggiati, mantenendo forma e vigoria. Si effettua in inverno o estate, rimuovendo rami vecchi, deboli o in eccesso, e i polloni basali.

Potare il fico, i concetti generali ed il periodo di potatura.#FICO

La potatura annuale si esegue solitamente a fine inverno. La presenza di gemme avventizie può generare polloni dalla base o dalle radici, che vanno eliminati in quanto sottraggono nutrimento. Allo stesso modo, i succhioni, rami vigorosi che si sviluppano da una branca, devono essere rimossi.

La potatura varia in base al tipo di fruttificazione desiderata. Per ottenere solo "fioroni" (che si formano sui rami dell'anno precedente), si può eliminare la gemma apicale in inverno per stimolare la formazione di germogli produttivi nell'anno successivo. Per abbondanti "fichi veri" (forniti), si accorciano i rami che hanno prodotto a un terzo della loro lunghezza a fine inverno, stimolando la formazione di germogli produttivi nella primavera successiva.

È fondamentale eseguire tagli netti, eliminando rami rovinati, malati o secchi, e quelli che crescono verso l'interno o verso l'alto. I tagli devono essere eseguiti quasi a filo con il ramo di derivazione, rispettando il collare di corteccia. La potatura verde, in primavera, si limita a uno sfoltimento della chioma se troppo fitta.

Varietà di Fichi e Periodi di Maturazione

Gli alberi di fico producono frutti in diversi periodi:

  • Fioroni (o primaticci): Maturano a giugno-luglio, sviluppandosi sui germogli dell'autunno precedente.
  • Forniti (o fichi propriamente detti): Compaiono in primavera e maturano da agosto a settembre.
  • Tardivi (o cimaruoli): Maturano in ottobre.

Alcune varietà producono solo frutti a fine estate. La maturazione è graduale per i fioroni, mentre i frutti tardo-estivi tendono a maturare simultaneamente, richiedendo una raccolta anticipata per prolungare il periodo di consumo e prevedere la trasformazione in marmellata. I frutti sono maturi quando la buccia è opaca e la polpa morbida; quando la buccia si apre mostrando il bianco, sono ancora più teneri e dolci.

Proprietà Nutrizionali e Benefici del Fico

Un tempo considerato un bene prezioso, il fico è un alimento energetico e nutriente. Contiene vitamine, ferro e potassio, oltre a essere una buona fonte di fibre. Nonostante la credenza comune, è meno calorico di uva e mandarini (circa 47 kcal per 100g). Le sue proprietà nutritive sono utili per adulti e bambini, migliorando la salute della pelle e proteggendo la vista. È ricco di calcio, consigliato per la prevenzione dell'osteoporosi in età avanzata e per lo sviluppo osseo e il rafforzamento dei denti nei bambini.

Il fico svolge un'azione antiossidante e antinfiammatoria, contrastando i radicali liberi e proteggendo il sistema cardiovascolare. Possiede anche virtù antibatteriche e antifungine. Il gemmoderivato della pianta agisce sui disturbi gastrointestinali di natura psicosomatica. Il lattice delle foglie, contenente l'enzima ficina, ha spiccata azione proteolitica ed è utilizzato nella medicina popolare per la cura delle verruche.

È importante notare che, a causa della notevole presenza di zuccheri, il fico è sconsigliato a chi soffre di diabete. All'interno del siconio, la struttura che racchiude i fiori, si sviluppano numerosissimi piccoli acheni, i veri frutti.

Il Fico in Giardino e in Vaso

Negli ultimi anni, il fico ha ritrovato una notevole valenza ornamentale. Facile da coltivare, longevo e resistente, è perfetto per giardini, bordi dell'orto e terrazzi, offrendo ombra e i suoi dolci frutti. La coltivazione in vaso è possibile e di successo, con la raccomandazione di iniziare con piantine acquistate in vivaio per una crescita più rapida.

Il terriccio ideale è sciolto e leggero. Nei primi due anni, un vaso di media dimensione è sufficiente, ma successivamente è necessario un contenitore profondo e capiente per ospitare l'apparato radicale che si sviluppa nel tempo. Il fondo del vaso dovrebbe avere uno strato di almeno 6 cm di materiale drenante.

Per ottenere un albero su fusto singolo, si pota un solo fusto a circa 40-90 cm da terra a fine inverno, formando l'impalcatura delle branche. In alternativa, si può lasciare la pianta svilupparsi a cespuglio per un effetto ornamentale. Sebbene la produzione in vaso sia inferiore rispetto a quella in piena terra, la presenza di un fico su balcone o terrazzo offre il piacere delle sue larghe foglie, che in autunno assumono colorazioni giallo oro.

Per favorire lo sviluppo delle piante in vaso, è consigliabile concimare con prodotti organici in primavera e fino a giugno, evitando la concimazione in estate durante la fase di riposo vegetativo.

L'Olio di Fico d'India: Un Elixir di Bellezza

L'olio di fico d'India, particolarmente ricco di acidi grassi essenziali, è considerato un vero e proprio elisir di bellezza. Utilizzato da solo o in miscela con altri oli, rallenta il processo di invecchiamento cutaneo e previene la formazione di rughe grazie alla sua rapida assorbenza e alla consistenza leggera che non lascia untuosità persistente. Si applica 1-2 volte al giorno su pelle pulita, anche nelle zone delicate del viso e del corpo.

Utilizzi Cosmetici e Salutistici delle Pale del Fico d'India

Analogamente al gel di aloe, anche dalle "pale" del fico d'India si possono ottenere estratti ricchi di sostanze con spiccate attività terapeutiche, salutistiche e cosmetiche, come mucillagini, pectine e polisaccaridi. Per estrarre il gel, è necessario indossare guanti di gomma e mettere la pala a bagno per ammorbidire buccia e spine. Successivamente, si rimuovono le spine con un pelapatate e un coltello, si sciacqua la pala e la si asciuga. La polpa interna viene tagliata a pezzettini, frullata e filtrata per ottenere un gel omogeneo. Questo gel può essere conservato nel congelatore, versato in vaschette per ghiaccio.

Maschere Fai-da-Te con Ingredienti Naturali

È possibile preparare maschere fai-da-te sfruttando le proprietà di ingredienti naturali. Ad esempio, frullando fiori essiccati di fico d'India si ottiene una polvere da mescolare con farina e acqua di rose per creare una maschera cremosa. L'aggiunta di yogurt completa la preparazione, da applicare sul viso pulito. Un'altra ricetta prevede la miscelazione di tuorlo d'uovo, miele e oli essenziali, da applicare sui capelli leggermente umidi per 20-30 minuti prima del risciacquo.

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