Il fascino intramontabile dei fratelli Trinità e Bambino, interpretati dall'iconica coppia Bud Spencer e Terence Hill, trova la sua consacrazione nel sequel del fortunato "Lo chiamavano Trinità…", intitolato "…continuavano a chiamarlo Trinità". Uscito nel 1971, questo film diretto da E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni) non solo replicò, ma superò addirittura il successo del suo predecessore, consolidando la fama internazionale dei due attori e lasciando un'impronta indelebile nel genere comico-western all'italiana. La pellicola rappresenta un'abile evoluzione del primo capitolo, affinando la formula che aveva conquistato il pubblico e proponendo una storia che, pur mantenendo le radici nel western, abbracciava pienamente le potenzialità della commedia.

La Genesi di un Successo: Dal Western Spettacolo alla Commedia dei Fagioli
La nascita di "…continuavano a chiamarlo Trinità" è intrinsecamente legata al trionfo di "Lo chiamavano Trinità…" (1970). Il regista Enzo Barboni, già direttore della fotografia per Sergio Leone, aveva saputo decodificare il potenziale di un genere, lo spaghetti western, per poi reinterpretarlo in chiave ironica e semi-parodistica. "Lo chiamavano Trinità…", in particolare, rappresentò una svolta, discostandosi dai toni più cupi e violenti dei western precedenti e introducendo elementi di comicità fisica e dialoghi brillanti. La scelta di Bud Spencer e Terence Hill, una coppia non inizialmente considerata come prima opzione, si rivelò vincente, grazie alla loro chimica sullo schermo e alla capacità di alternare momenti di azione a gag esilaranti.
Il successo di questo primo film spinse Barboni a concepire un seguito che capitalizzasse ulteriormente su questi elementi. La sfida era quella di creare una storia che fosse consequenziale alla prima, ma che al contempo offrisse novità e mantenesse alto l'interesse del pubblico. "…continuavano a chiamarlo Trinità" affronta questa sfida con un approccio intelligente, ampliando il ruolo di Bambino (Bud Spencer), che nel primo film era stato inizialmente relegato a un ruolo più marginale rispetto a Trinità (Terence Hill).
Trama e Sviluppo Narrativo: Dalle Risse nel Deserto alla Missione dei Frati
La narrazione si apre nel deserto californiano dell'Ottocento, dove Bambino, un bandito robusto e rissoso, si ritrova solo e disarmato dopo uno scontro a fuoco. La sua solitudine viene interrotta dall'arrivo del fratello Trinità, un pistolero scansafatiche e dall'aspetto trasandato. I quattro lestofanti che incontrano Trinità, scambiandolo per un inetto, tentano di sottrargli il cavallo, ma vengono prontamente disillusi dalla sua inaspettata abilità con la pistola. Questo incipit, carico di azione e umorismo, stabilisce immediatamente il tono del film.
Ripreso il viaggio, i fratelli raggiungono la casa dei loro genitori, dove Bambino manifesta il suo disappunto per la presenza del fratello. Nonostante i contrasti pregressi, i due ripartono alla ricerca di facili guadagni, ma il loro cammino li porta a incontrare una famiglia di contadini in difficoltà. La loro avventura li conduce nel vicino paese di Tascosa, dove Trinità, con le sue doti da baro, vince una considerevole somma a poker contro il professionista Wild Cat Hendriks, umiliandolo ulteriormente.

Un incontro casuale con una giovane contadina porta Trinità a vantarsi, confidandole di essere un agente federale. Questa millanteria, però, non passa inosservata, venendo udita da un uomo di Parker, un facoltoso contrabbandiere d'armi.
L'Intreccio con Parker e la Missione dei Frati
Trinità, spinto dall'attrazione per la giovane contadina, convince Bambino a seguirla e la sua famiglia nel paese di San Jose. Qui, scoprono che l'intera malavita locale, compreso lo sceriffo, è al soldo di Parker. Lo sceriffo, agendo per conto del trafficante, intima ai fratelli di tenersi lontani dalla missione di frati del paese. Ignorando l'avvertimento, Bambino e Trinità imprigionano Stingary Smith e i suoi scagnozzi, banditi al soldo di Parker, per riscuoterne le taglie.
Successivamente, i fratelli decidono di indagare sulla missione. Trinità cerca di provocare i religiosi con discorsi sul gioco d'azzardo, l'alcol e le donne, mentre Bambino si confessa. Un gesto di benedizione, mal interpretato da Bambino, porta alla distruzione del confessionale e al terrore del priore.

La Rapina Mancata e la Scoperta del Traffico Illecito
Nonostante il disappunto di Bambino, Trinità non segue le sue indicazioni per la rapina a una diligenza. Torna invece alla missione, dove la giovane contadina e la sua famiglia sono temporaneamente ospitati dai frati. Qui, Trinità scopre la verità: Parker utilizza l'insospettabile missione per il traffico illegale di armi a favore di rozzi banditi messicani guidati da Gonzalez.
Quella stessa notte, i messicani, travestiti da frati, fanno irruzione nella missione, recuperano le armi fornite da Parker e lasciano ai frati 50.000 dollari. Il giorno seguente, Bambino si imbarca come passeggero sulla diligenza che Trinità dovrebbe assaltare. Trinità, tuttavia, attacca in anticipo e, in un colpo di scena, rapina solo il fratello complice, risparmiando gli altri passeggeri.
Bambino, furioso, insegue il fratello a piedi, deciso a punirlo. Al loro ricongiungimento presso la missione, Trinità riesce a placare l'ira di Bambino rivelandogli l'esistenza dei 50.000 dollari.
Lo Scontro Finale e l'Ambiguità del Potere
Lo stesso giorno, Parker, informato dell'aggressione subita dai suoi "clienti", si reca alla missione con una ventina di uomini per vendicarsi. Il priore, con astuzia, convince gli aggressori ad entrare nella missione disarmati, convinti di avere la meglio sui frati indifesi. Ne scaturisce una gigantesca colluttazione, nella quale Trinità e Bambino, con le loro caratteristiche scazzottate, hanno la meglio sul trafficante e i suoi scagnozzi.
Tuttavia, allertati dai frati, alla missione arrivano anche i rangers. Trinità e Bambino, ancora una volta, si presentano alle autorità fingendosi agenti federali. Il capitano dei rangers, però, riconosce quasi Bambino come un ricercato ladro di cavalli. Per dimostrare la loro onestà, i due fratelli consegnano ai rangers i dollari di Parker, rimanendo a mani vuote.
Location e Produzione: L'Abruzzo nel Cuore del Western
Gli esterni del film furono girati in diverse suggestive location italiane. La piana di Campo Imperatore, alle soglie del Gran Sasso, e altre zone dell'Abruzzo, già utilizzate per il primo film, fecero da sfondo alle avventure dei fratelli. Anche la piana di Camposecco, nel comune di Camerata Nuova, e le sponde del fiume Volturno in Molise, con i loro caratteristici sassi bianchi piatti, contribuirono a creare l'atmosfera del selvaggio West.

La durata della pellicola variava a seconda delle versioni. La versione cinematografica durava 126 minuti, mentre quella televisiva 113 minuti e la prima versione in DVD 107 minuti. Una nuova edizione in DVD distribuita nel 2016, della durata di 121 minuti (126 con frequenza fotogrammi corretta), ha reintrodotto le scene tagliate, presentando la versione integrale cinematografica.
Curiosità e Aneddoti: Le Mani Magiche di Tony Binarelli
Una delle scene più memorabili del film è quella della partita a poker, dove Terence Hill esegue incredibili virtuosismi nel mescolare le carte. In realtà, le mani mostrate appartenevano al celebre prestigiatore Tony Binarelli. Binarelli ha raccontato in interviste che per far apparire le mani diverse, le sue dita furono addirittura truccate. La sequenza, che richiese tre giorni di riprese, vide l'uso di trucchi spettacolari, come spezzare il mazzo con tre dita e aprire l'intero mazzo a ventaglio con sole due dita, suscitando ilarità tra troupe e pubblico.
Impatto Culturale e Successo Commerciale: Un Fenomeno Mondiale
"…continuavano a chiamarlo Trinità" fu un trionfo commerciale in Italia, diventando il campione d'incassi assoluto nella stagione 1971-72 con un incasso di 6.087.656.000 lire. Questo successo consolidò definitivamente la coppia Bud Spencer e Terence Hill come star internazionali, con un riscontro di pubblico eccezionale per ogni loro pellicola successiva.
Il film segnò il passaggio definitivo del duo verso una comicità più "bonacciona" e fiabesca, allontanandosi dalle residue tracce di brutalità del western di stampo più tradizionale. La loro capacità di interpretare personaggi che, pur cercando di approfittarsi delle situazioni, spesso si ritrovavano con un pugno di mosche in mano, incarnò un modo genuino di intendere la vita, fatto di alti e bassi, di furbizia e ingenuità.
Il successo di "…continuavano a chiamarlo Trinità" non fu solo un trionfo di incassi, ma anche la consacrazione di uno stile cinematografico che, pur traendo origine dal western, aveva saputo reinventarsi, creando un genere a sé stante, amato da generazioni di spettatori. La pellicola, con la sua combinazione di azione, umorismo e personaggi indimenticabili, rimane un esempio lampante di come il cinema italiano, anche in ambiti apparentemente di nicchia, abbia saputo creare opere di valore universale.