La scabbia è una patologia cutanea contagiosa causata dall'acaro Sarcoptes scabiei. Si tratta di una malattia infettiva dovuta a un'infestazione della pelle da parte di questo piccolo parassita, un acaro dotato di 8 zampe, dalle dimensioni microscopiche, che scava cunicoli appena sotto alla pelle. Questa condizione, nota anche come "sarna" o "scabbia sarcoptica", rappresenta un disturbo dermatologico altamente contagioso e può colpire chiunque, indipendentemente da età, sesso, etnia, livello sociale o igiene personale.

Meccanismi di Diffusione e Contagio
La scabbia è un'infezione altamente contagiosa, prevalentemente diffusa attraverso il contatto diretto e prolungato tra persone. Situazioni che implicano stretti contatti fisici, come il rapporto sessuale o il condividere lo stesso ambiente con una persona infetta, aumentano notevolmente il rischio di trasmissione. Nella maggior parte dei casi, per la trasmissione, sono necessari circa dieci minuti di contatto diretto tra pelle e pelle. Tuttavia, va notato che la scabbia può anche essere trasmessa attraverso il contatto indiretto con oggetti contaminati, tra cui asciugamani, lenzuola, indumenti o superfici. Gli acari possono sopravvivere per un breve periodo al di fuori del corpo umano, il che rende il contatto con oggetti contaminati un possibile veicolo di infezione. Questo sottolinea l'importanza cruciale di lavare accuratamente tutti gli oggetti che potrebbero essere entrati in contatto con una persona infetta.
La trasmissione avviene per contatto interumano diretto, ovvero in seguito a contatti tra cute e cute o cute e mucose prolungati, come nelle strette di mano prolungate e soprattutto nei contatti tra i partner sessuali o all'interno di un nucleo familiare, specialmente tra persone che condividono lo stesso letto. Poiché l'acaro non è particolarmente resistente al di fuori del suo ospite umano (è infatti un parassita umano obbligato) il contagio attraverso i vestiti o la biancheria è un'eventualità molto rara.
La scabbia non è conseguenza di scarsa igiene personale; l'infestazione può colpire chiunque. Il fattore principale di rischio è dovuto alle condizioni di affollamento, come nelle scuole, nei rifugi, nelle caserme e in alcune abitazioni. Ambienti sovraffollati, come dormitori, case di cura, rifugi per senzatetto e carceri, sono luoghi comuni per la diffusione della scabbia a causa della stretta vicinanza tra le persone e delle difficoltà nel mantenere adeguate condizioni igieniche.
Sintomi e Presentazione Clinica
I sintomi associati alla scabbia possono variare ampiamente tra individuo e individuo e possono richiedere da alcuni giorni a diverse settimane per manifestarsi dopo l'infestazione iniziale. Il sintomo principale e più frequente lamentato dal malato è un prurito intenso, che spesso peggiora durante la notte, raggiungendo livelli tali da impedire il sonno. Questo prurito è causato dalla reazione immunitaria del corpo agli acari, alle loro uova e ai loro escrementi.
Le manifestazioni sulla pelle possono essere molto variabili. A volte sono minime e il sintomo prevalente è solo il prurito; in altri casi le lesioni sulla pelle sono più evidenti. Si manifestano con papule rossastre (come dei brufoletti) in specifiche aree corporee. La femmina dell'acaro scava infatti delle "gallerie" nello strato corneo della cute per deporre le uova, e sono proprio questi tunnel che devono essere ricercati e identificati durante l'esame clinico.
Le aree corporee maggiormente interessate sono i polsi, gli spazi interdigitali delle mani e dei piedi, l'ombelico e il girovita, l'area sotto il seno, le ascelle e l'area genitale. Negli adulti, queste lesioni solitamente non si manifestano sul viso. Nei bambini, le lesioni possono essere più diffuse e possono coinvolgere il cuoio capelluto, il viso, il collo, le palme delle mani e le piante dei piedi.
Una delle caratteristiche distintive della scabbia sono le strie lineari sottili, chiamate cunicoli, create dalle femmine degli acari mentre scavano sotto la superficie della pelle per deporre le uova. Questi cunicoli possono essere visibili come linee sottili, di colore grigiastro o bianco, spesso con una piccola vescicola alla fine. A ciò spesso può seguire la formazione di una vescica piena di liquido. Talvolta, grattare le vesciche pruriginose può causarne la rottura, con possibile infezione batterica della pelle (una cosiddetta infezione secondaria).

Scabbia Norvegese (o Crostosa): Una forma grave di scabbia, chiamata scabbia norvegese o scabbia crostosa, si manifesta in persone con un sistema immunitario compromesso. Questa variante si presenta con lesioni cutanee estese, spesse croste e un numero elevato di acari sulla pelle. Il prurito può essere meno intenso rispetto alla forma classica, ma la condizione è altamente contagiosa e difficile da trattare. Questa forma è stata descritta per la prima volta nel 1848 in Norvegia. A differenza della forma clinica classica, il prurito è discreto o assente, quindi la diagnosi è ritardata e aumenta così il rischio di contagiare altre persone. La scabbia norvegese è estremamente contagiosa e colpisce soprattutto i soggetti immunodepressi per esito di malattie (es. neoplasie, AIDS e neuropatie) o trattamenti (es. trapianti o terapia con corticosteroidi o altri farmaci immunosoppressori).
Diagnosi
La diagnosi di scabbia viene effettuata a seguito di un esame approfondito della cute. In genere, il prurito e la comparsa di rigonfiamenti e cunicoli sono riscontri sufficienti per formulare la diagnosi di scabbia. A volte, i medici possono usare una lente di ingrandimento per osservare la pelle e rendere visibili i cunicoli. Tuttavia, possono spesso confermare la presenza degli acari, delle loro uova o dei loro escrementi effettuando un raschiamento delle escrescenze o dei cunicoli e osservando il materiale prelevato al microscopio.
Trattamento
Il trattamento della scabbia è di regola semplice e risolutivo, ed è mirato all'eliminazione dei parassiti utilizzando medicinali sotto forma di creme o lozioni. L'obiettivo è eliminare gli acari e alleviare i sintomi associati.
I trattamenti topici di prima linea sono la permetrina in crema al 5% e il benzoato di benzile (10-30%). In genere, il medicinale deve essere applicato su tutto il corpo la sera e lasciato agire per almeno 8 ore. La crema a base di permetrina al 5% va spalmata su tutto il corpo (dal collo in giù) la sera, lasciandola agire per 8-14 ore. Spesso è sufficiente un'unica applicazione, ma si consiglia un secondo trattamento a distanza di una settimana per sicurezza.
Nei neonati e nei bambini piccoli, la permetrina viene applicata sulla testa e sul collo, evitando l'applicazione sulla pelle intorno agli occhi e alla bocca, e sul corpo intero. Le pieghe della pelle, le unghie delle dita, le unghie dei piedi e l'ombelico devono essere trattati accuratamente. Le mani dei bambini piccoli possono essere protette con delle muffole, per evitare che mettano in bocca la permetrina.
Anche l'ivermectina, assunta per via orale in 2 dosi a una settimana di distanza, è efficace per chi non ottiene benefici o non può assumere i farmaci applicati direttamente sulla pelle ed è particolarmente utile in caso di infestazioni gravi in persone che presentano un sistema immunitario indebolito.
La Scabbia - Come si manifesta e come reagire!
È fondamentale trattare anche i contatti stretti e le persone che vivono nello stesso ambiente del paziente per prevenire il ri-contagio. Biancheria, vestiti e asciugamani usati nei tre giorni precedenti devono essere lavati ad almeno 60°C o sigillati per almeno 72 ore. Ciò che non può essere lavato in casa deve essere pulito a secco.
Complicanze e Gestione del Post-Trattamento
Persino dopo una terapia efficace che uccide gli acari, il prurito e i rigonfiamenti possono persistere fino a 3 settimane. Questa evenienza è molto comune e non significa che il trattamento non sia stato efficace. La ragione del prurito è la persistenza dell'acaro ucciso negli strati della pelle che causa irritazione locale e quindi prurito. Il prurito può essere trattato con antistaminici assunti per via orale. Talvolta, per alleviare il prurito si utilizza una leggera crema a base di steroidi, ma solo dopo che gli acari sono stati trattati con successo.
Se la scabbia non viene trattata tempestivamente, il prurito persistente può essere causa di episodi di insonnia, con conseguenze rilevanti sul benessere psico-fisico. Lo sfregamento continuo favorisce lesioni nella pelle, a loro volta porte d'ingresso per batteri, in particolare Staphylococcus e Streptococcus. Queste infezioni possono portare a impetigine, ascessi o cellulite.
L'infestazione da Sarcoptes scabiei può evolvere in complicazioni dermatologiche, infettive e psicologiche, compromettendo il benessere generale del paziente. L'irritazione costante e la risposta infiammatoria prolungata possono causare dermatite eczematosa e ispessimento cutaneo (lichenificazione). Le lesioni croniche possono lasciare segni permanenti, come iperpigmentazioni o cicatrici visibili. L'impatto psicologico, dovuto alla presenza di lesioni visibili, al prurito costante e allo stigma sociale associato alla malattia, può generare ansia, stress e isolamento.
Prevenzione
Gli obiettivi principali della prevenzione della scabbia sono fermare la diffusione evitando il contatto con persone infette e i loro effetti personali e uccidere gli acari presenti sulle persone infestate e nel loro ambiente. Devono essere trattati anche i familiari e le persone che hanno avuto stretti contatti fisici, come un rapporto sessuale, con una persona affetta da scabbia. A volte i sintomi compaiono solo dopo settimane, ma è importante ricordare che una persona infetta è sempre contagiosa.
È fondamentale impostare un trattamento tempestivo, in modo da evitare che si diffonda all'intero nucleo familiare di chi ne è affetto o fra le persone con cui entra in contatto quotidianamente.
Epidemiologia
Si ritiene che la scabbia affligga circa 300 milioni di individui all'anno in tutto il mondo ed è particolarmente diffusa in Australia, Sud-America, Africa e nel sud-est asiatico. La scabbia è diffusa in tutto il mondo e può interessare persone di tutte le etnie e classi sociali. L'infezione si può diffondere facilmente in condizioni di affollamento, laddove è comune che ci sia un contatto corporeo stretto (ad esempio in case di riposo, centri di accoglienza, prigioni).
Altri Nomi della Scabbia
La scabbia è una malattia della pelle nota in diverse culture e contesti medici con vari nomi. Questi nomi spesso riflettono le caratteristiche cliniche della malattia, la sua storia o le terminologie locali. Alcuni di questi includono:
- Rogna: Termine popolare utilizzato in diverse regioni, spesso in contesti non medici, per descrivere la scabbia e altre malattie della pelle che causano prurito e lesioni.
- Acariasi: Nome generico che si riferisce a qualsiasi infestazione da acari, inclusa la scabbia.
- Dermatite da acaro: Nome che sottolinea l'infiammazione della pelle causata dall'infestazione di acari.
- Prurito dei sette anni: Termine colloquiale utilizzato in alcuni paesi anglofoni che fa riferimento alla persistenza del prurito intenso associato alla scabbia.
- Prurito contagioso: Nome che evidenzia la natura altamente contagiosa della malattia e il sintomo principale, il prurito.
- Gale: Termine utilizzato in alcuni contesti.
Con una cura tempestiva e corretta, la guarigione è completa e le recidive sono prevenibili.