Grigorij Rasputin: Il Monaco che Sfuggì alla Morte, tra Mito e Realtà

Pietrogrado, 1916. Grigorij Rasputin è una figura che incarna il mistero, il potere e lo scandalo. Per alcuni un santo guaritore, per altri un demone che ha plagiato la famiglia dello Zar. La sua influenza sulla corte russa era innegabile, ma è la notte del suo presunto omicidio a cristallizzare la sua leggenda, rendendola una delle vicende più assurde e dibattute della storia.

Ritratto di Grigorij Rasputin

Dalla Siberia alla Corte: L'Ascesa di un Contadino Analfabeta

Grigorij Efimovič Rasputin nacque nel 1869 a Pokrovskoe, un villaggio remoto della Siberia. Proveniente da una famiglia di contadini agiati e profondamente religiosi, la sua infanzia fu segnata da eventi che avrebbero potuto interrompere la sua vita prima ancora che iniziasse. Quinto di nove figli, vide la morte prematura di molti fratelli, sopravvivendo egli stesso a un'esperienza quasi fatale in un fiume gelato all'età di otto anni. Nonostante la sua umile origine e un'educazione scarsa, Rasputin possedeva un carisma magnetico e una fervente spiritualità che lo portarono a intraprendere un cammino di peregrinazioni attraverso la Russia.

Nel 1888 sposò Praskov’ja Fëdorovna Dubrovina, da cui ebbe sette figli, sebbene solo tre sopravvissero. Durante questo periodo, Rasputin divenne membro dei Chlysthy, una setta eretica che sosteneva la necessità di conoscere il peccato per liberarsene, praticandolo attivamente. I loro raduni erano noti per le loro atmosfere sfrenate, innaffiate da alcol e culminanti in orge collettive. Questa fase della sua vita, sebbene controversa, contribuì a forgiare la sua reputazione di uomo mistico e potente.

La sua fama di predicatore e guaritore, caratterizzato da uno "sguardo magnetico", lo condusse infine a San Pietroburgo, la capitale dell'impero. Qui, la sua aura di santità e i suoi presunti poteri taumaturgici iniziarono ad attirare l'attenzione dei potenti, inclusa la famiglia imperiale.

La vera storia di RASPUTIN - Il guaritore stregone

Potere e Scandalo: L'Ombra sulla Zarina

L'ascesa di Rasputin a corte fu rapidissima e in gran parte dovuta alla sua influenza sulla Zarina Alessandra. Profondamente religiosa e tormentata dalla malattia del figlio e unico erede maschio, lo zarevich Alexei, affetto da emofilia, Alessandra trovò in Rasputin una figura in grado di alleviare le sofferenze del bambino. Si narra che Rasputin, imponendo le mani e recitando preghiere, riuscisse a calmare le crisi emorragiche di Alexei, un'abilità che la medicina dell'epoca non riusciva a spiegare.

Tuttavia, questa apparente capacità curativa nascondeva una realtà più complessa. All'epoca era stata scoperta l'aspirina, e il suo utilizzo per fluidificare il sangue era comune. Alessandra, convinta dei poteri di Rasputin, spesso sospendeva ogni farmaco moderno, inclusa l'aspirina, su suo consiglio. Interrompendo la somministrazione di farmaci che potevano peggiorare la coagulazione, Rasputin, involontariamente, permise al corpo di Alexei di gestire meglio la sua condizione, creando l'illusione di un miracolo.

L'influenza di Rasputin non si limitò alla sfera medica. Gradualmente, divenne un consigliere politico di primaria importanza per la Zarina, influenzando nomine di ministri e decisioni cruciali per l'impero. La sua opposizione all'entrata della Russia nella Prima Guerra Mondiale, basata su previsioni di sconfitta e sulla potenziale caduta della dinastia Romanov, lo pose in diretto conflitto con le fazioni belliciste dell'aristocrazia e della Duma. La sua origine tedesca e la sua vicinanza alla Zarina, anch'essa di origine tedesca, alimentarono sospetti di essere una spia al soldo della Germania, un traditore che spingeva per una pace separata.

Nel frattempo, la sua vita privata era costellata di scandali. Le accuse di dissolutezza, orgie e comportamento licenzioso circolavano liberamente, alimentando un'immagine pubblica sempre più controversa e detestata.

La famiglia imperiale russa

La Notte Infinita: L'Omicidio Più Assurdo della Storia

L'influenza crescente e la reputazione scandalosa di Rasputin portarono alcuni aristocratici russi a congiurare per eliminarlo. La notte del 16 dicembre 1916, il principe Feliks Jusupov invitò Rasputin al suo palazzo con il pretesto di presentargli la moglie, Irina Aleksandrovna, ritenuta la donna più bella di San Pietroburgo. L'obiettivo era avvelenarlo con dolcetti e vino rosso contenenti cianuro di potassio.

Il piano, tuttavia, prese una piega inaspettata. Dopo aver consumato i dolcetti e il vino, Rasputin non mostrò alcun segno di avvelenamento. Si dice che abbia continuato a conversare animatamente di politica e filosofia, lasciando Jusupov e i suoi complici, nascosti al piano superiore, in preda all'ansia. Il cianuro, secondo alcune ipotesi, potrebbe essersi degradato a causa di una conservazione impropria o di un ripensamento dell'esecutore, rendendolo inoffensivo. Altre teorie suggeriscono che Rasputin, per la sua robusta costituzione o per una naturale resistenza, fosse immune agli effetti del veleno.

Di fronte al fallimento del veleno, i congiurati decisero di ricorrere alla violenza. Jusupov gli sparò un colpo al cuore. Con grande stupore dei presenti, Rasputin cadde a terra ma, apparentemente, non era morto. Si rialzò e tentò di fuggire. A questo punto, i congiurati lo inseguirono, sparandogli nuovamente alla schiena e all'occhio destro. Non contenti, lo colpirono ripetutamente con bastonate.

Nonostante questa brutale aggressione, il monaco sembrò riprendersi ancora una volta, tentando di scappare attraverso il cortile. Fu solo allora che, secondo il resoconto dei congiurati, venne raggiunto da altri colpi, presumibilmente sparati dal deputato Puriskevich. Il suo corpo venne infine gettato nelle gelide acque del fiume Neva.

Il Palazzo Jusupov a San Pietroburgo

Tra Mito e Realtà: Le Indagini sulla Morte

La versione ufficiale dell'omicidio, tramandata dai congiurati, è stata a lungo considerata la verità. Tuttavia, le indagini successive e le analisi forensi hanno sollevato seri dubbi sulla sua accuratezza. L'autopsia eseguita dal professor Kosorotov il 20 dicembre 1916, e riesaminata nel 1993 da specialisti russi, rivelò dettagli sorprendenti.

Innanzitutto, nello stomaco di Rasputin non furono trovate tracce di veleno, ma solo un abbondante quantitativo di alcol. Questo avvalorava le teorie sul fallimento dell'avvelenamento. Per quanto riguarda i proiettili, l'autopsia indicò che i primi due colpi avevano raggiunto la vittima mentre era ancora in piedi, uno allo stomaco e l'altro al rene destro, entrambi mortali e sparati da distanza ravvicinata. Il terzo colpo, sparato in fronte, fu interpretato come un "colpo di grazia". Le risultanze di Kosorotov contraddicevano la narrazione dei congiurati, che descrivevano un Rasputin che si rialzava dopo il primo sparo e veniva colpito ulteriormente mentre fuggiva.

Un elemento cruciale emerso dalle indagini è il tipo di proiettili utilizzati. Nel 2006, il professor Derick Pounder dell'Università di Dundee stabilì che il proiettile del colpo di grazia era "scamiciato", ovvero privo di rivestimento metallico. All'epoca, solo gli ufficiali dell'esercito britannico utilizzavano proiettili di questo tipo per le loro pistole Webley 455. La presenza di un agente del Secret Service britannico a San Pietroburgo, Oswald Rayner, un ex compagno di università di Jusupov, e la sua potenziale presenza al palazzo quella notte, ha portato a ipotizzare un coinvolgimento dei servizi segreti britannici. L'obiettivo sarebbe stato impedire una pace separata tra Russia e Germania, che avrebbe rappresentato una grave minaccia per gli interessi britannici nella Prima Guerra Mondiale.

Secondo questa teoria, i servizi segreti britannici, preoccupati dall'influenza pacifista di Rasputin e dal rischio di una pace russo-tedesca, avrebbero collaborato con gli aristocratici russi. Rayner, con la sua pistola d'ordinanza, avrebbe sparato il colpo di grazia, mentre gli altri congiurati avrebbero inscenato il fallimento del veleno e i colpi iniziali per nascondere il vero svolgimento degli eventi e soddisfare le proprie convenienze.

Mappa di San Pietroburgo con il fiume Neva

La Verità Nascosta nelle Contraddizioni

Le incongruenze tra i resoconti dei testimoni oculari e le evidenze forensi suggeriscono che la versione ufficiale dell'omicidio di Rasputin sia stata una narrazione costruita ad arte. Le pressioni politiche, la necessità di nascondere il coinvolgimento di potenze straniere e le ambizioni personali dei congiurati hanno contribuito a creare un alone di mistero attorno alla sua morte.

Grigorij Rasputin, con la sua vita controversa, la sua influenza sulla famiglia imperiale e la sua morte avvolta nel mistero, rimane una figura enigmatica. La sua storia è un intreccio di spiritualità, potere, scandalo e intrighi politici, che continua a affascinare e a stimolare dibattiti sulla vera natura del personaggio e sulle circostanze della sua fine. Che fosse un santo, un demone, una spia o semplicemente un uomo con un carisma eccezionale, Rasputin ha lasciato un segno indelebile nella storia russa, un'ombra che ancora oggi aleggia sulla fine di un impero.

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